Si è conclusa con 27 richieste di giudizio abbreviato e 9 rinvii a giudizio l’udienza preliminare a carico di 36 persone coinvolte nel maxiblitz contro le cosche palermitane che, un anno fa, portò all’arresto di 181 indagati. La tranche dei 36 era relativa ai clan di Terrasini e Carini.
Il processo ordinario è stato scelto, tra gli altri, dal sindaco di Terrasini Giosuè Maniaci che era accusato di irregolarità nella gestione di un subappalto per lavori di riqualificazione del lungomare, dai boss Salvatore e Alfonso D’Anna e da Roberto e Angelo Barone e Luca Lentini, tutti accusati di associazione mafiosa. Saranno processati in abbreviato, invece, gli altri 27 imputati che rispondono a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione e traffico di droga. L’inchiesta risale a febbraio di un anno fa quando vennero emessi 181 provvedimenti cautelari a carico di capimafia, gregari ed estortori dei clan di Cinisi Terrasini, Tommaso Natale, Santa Maria di Gesù, Noce e Cruillas e Pagliarelli.
Dall’indagine emerse una Mafia fortemente legata alle antiche “regole”, ma in grado di sfruttare le ultime tecnologie e il dark web per sfuggire alle intercettazioni e acquistare le armi. L’attività investigativa accertò che ai boss detenuti venivano consegnati cellulari utilizzati per chiamare all’esterno. Dalla cella i padrini contattavano i familiari che li facevano parlare poi con gli uomini d’onore liberi, consentendo loro così di tenere summit mafiosi, di concordare strategie sul commercio della droga e anche di commissionare vendette e agguati.(ANSA)

