Nel 2025 Agrigento si colloca tra le città italiane con il più alto costo medio della tassa sui rifiuti. Secondo uno studio della Uil, le famiglie agrigentine versano in media 500 euro l’anno per nucleo, una cifra che pone la città siciliana all’ottavo posto nella classifica nazionale.
Il primato spetta a Pisa, dove la Tari raggiunge 650 euro medi l’anno per famiglia. Seguono Brindisi con 529 euro, Pistoia con 524 euro, Trapani con 521 euro, Genova con 518 euro, Barletta con 517 euro, Taranto con 509 euro, Agrigento con 500 euro, Napoli con 499 euro e Reggio Calabria con 494 euro.
Il divario con le città più virtuose è notevole. A La Spezia, ad esempio, la Tari si ferma a 180 euro l’anno per nucleo familiare, mentre a Novara e Belluno si pagano 204 euro, a Fermo 205 euro, a Brescia 208 euro, a Cremona e Trento 217 euro, ad Ascoli Piceno 218 euro, a Vercelli 220 euro e a Pordenone 222 euro.
Lo studio della Uil evidenzia come, dal 2020 ad oggi, il carico fiscale legato alla gestione dei rifiuti sia cresciuto in molte aree del Paese, con differenze significative tra Nord e Sud. Le città meridionali, tra cui Agrigento, continuano a registrare costi più elevati, spesso legati a inefficienze nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti, oltre che a una minore capacità di differenziazione.

