
A pochi mesi dalle elezioni amministrative, il segretario generale della Cgil di Agrigento, Alfonso Buscemi, lancia un appello alla politica e alla cittadinanza, denunciando la mancanza di un dibattito pubblico serio e trasparente sui problemi reali della città.
Secondo Buscemi, “si ha la sensazione che prevalgano tatticismi, equilibri interni e logiche di conservazione del potere, finalizzate più alla tutela di posizioni personali e di gruppi dirigenti che alla costruzione di un progetto credibile per il futuro della comunità”. Una situazione che, sottolinea, lascia i cittadini in attesa di risposte su temi fondamentali come lavoro, servizi, sviluppo, povertà crescente e mancanza di prospettive per i giovani.
“Agrigento non può permettersi silenzi, ambiguità o manovre di palazzo – afferma Buscemi –. La città ha bisogno di chiarezza, programmi e responsabilità”. Il segretario della Cgil esprime inoltre preoccupazione per il clima che si sta creando, alimentato da scelte che rischiano di dividere ulteriormente la comunità. In particolare, fa riferimento alla decisione del sindaco di intitolare una via cittadina a Sergio Ramelli, giovane vittima di una stagione segnata da violenze e contrapposizioni ideologiche.
“Nel rispetto della memoria e del dolore che quella stagione ha lasciato – dichiara Buscemi – riteniamo che oggi Agrigento abbia bisogno di unità e coesione, non di iniziative che possano riaprire contrapposizioni o alimentare tensioni. La città chiede soluzioni ai propri problemi, non nuovi motivi di scontro”. Il rischio, secondo il sindacato, è che si portino all’attenzione dell’opinione pubblica temi divisivi e simbolici per distogliere l’attenzione dalle vere emergenze: la mancanza di lavoro, i servizi insufficienti, il disagio sociale, le infrastrutture carenti e le opportunità negate a intere generazioni. Buscemi rivolge quindi un appello “alle donne e agli uomini di buona volontà, animati da spirito di servizio”, affinché abbiano “il coraggio di mettersi a disposizione della città con proposte serie, competenza e senso di responsabilità”.
Allo stesso tempo, invita i cittadini a non rassegnarsi: “La stanchezza e la delusione sono comprensibili, ma senza partecipazione e senza un voto libero e consapevole si continuerà a lasciare spazio a logiche clientelari e a chi considera la cosa pubblica come un patrimonio personale. Senza un sussulto civico e democratico – conclude Buscemi – a pagare il prezzo saranno ancora una volta le famiglie, i lavoratori, i giovani e tutti coloro che non hanno protezioni o privilegi, con un costo sempre più alto in termini di diritti, opportunità e dignità. Agrigento ha bisogno di verità, responsabilità e visione. È il momento di unire la città, non di dividerla”.
