
Giuseppe Arnone e’ tornato in carcere. L’ex avvocato e’ stato prelevato dalla squadra mobile di Agrigento dopo che una condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione per calunnia e diffamazione aggravata e’ diventata definitiva. La pena si somma a quella precedente che stava scontando in affidamento in prova ai servizi sociali, facendo superare il limite dei 4 anni e rendendo necessario il ritorno in cella. La vicenda risale agli esposti inviati tra il 2017 e il 2018 in cui Arnone accusava l’ex guardasigilli Angelino Alfano, il magistrato Luigi Birritteri e l’avvocato Tiziana Miceli, moglie di Alfano, di presunti accordi corruttivi mai esistiti.
Secondo l’accusa, Arnone aveva denunciato un’inesistente alleanza illecita che avrebbe previsto la nomina di Birritteri al Consiglio di Stato e l’assunzione della figlia del magistrato in una societa’ di mediazione che in realta’ non esisteva neppure. La corte d’appello di Palermo aveva confermato la condanna riducendola leggermente rispetto ai 3 anni e 7 mesi inflitti in primo grado dal tribunale di Agrigento. La sentenza e’ stata poi confermata dalla cassazione. Per Arnone si tratta di un ritorno in cella a distanza di anni per vicende simili. (AGI)
