
Rosaria Lopez aveva 19 anni quando fu vittima, al Circeo, vicino Roma, di un vigliacco e sadico gioco al massacro di ragazzotti della Roma bene, fascisti e convinti di poter restare impuniti. Rosaria, agrigentina, uccisa, massacrata, da violenze indicibili. Era il 29 settembre del 1975. Fin qui dimenticata dalla sua città, meglio da chi l’ha comandata, la comanda e da chi vorrebbe continuare a comandarla”. Lo ha scritto su facebook Nuccio Dispenza, portavoce dell’Area progessista di Agrigento.
“Da tempo, una strada di Roma – prosegue Dispenza – ha il nome della nostra Rosaria, invece ad Agrigento, con una sensibilità prossima al buco del culo – come cantava De Andrè – hanno nicchiato per decenni, nonostante le sollecitazioni, anche sulla stampa locale; nonostante i passi ufficiali fatti in Consiglio Comunale. Lo scorso settembre avrebbe potuto essere un anniversario da onorare. Niente, Rosaria ha dovuto attendere.
Alla fine, ecco il nome di Rosaria Lopez; compare in un pacchetto di intitolazioni, quasi fosse a compensazione, come se la memoria debba essere regolata da una discutibile, volgare “par condicio”: il suo nome con quello di Sergio Ramelli. Per Rosaria avevamo pensato ad un bell’angolo della nostra città, magari che guardasse il mare, e invece, dopo più di mezzo secolo di attesa, a Rosaria Lopez è toccato l’orrido spazio di un brutto parcheggio (in via Gioeni, ndr)”.
