Sono sempre di più le coppie straniere che scelgono l’Italia come destinazione per sposarsi. Il settore ha non solo superato la fase di recupero post-pandemico, ma è entrato in una fase di crescita strutturale. È quanto emerso, si legge in un comunicato, durante la presentazione del nuovo rapporto di settore svoltasi di recente a Roma, presso il The St. Regis. L’indagine è il frutto del lavoro dell’Osservatorio Destination Wedding in Italy di Convention Bureau Italia e della sua divisione Italy for Weddings, che certifica così il suo valore di hub strategico nazionale capace di aggregare, coordinare e indirizzare l’intera filiera della wedding industry italiana sui mercati internazionali.
All’appuntamento, che ha delineato le traiettorie di un comparto sempre più centrale per l’economia nazionale, hanno preso parte il Ministro del Turismo Daniela Santanchè, l’assessore ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, la presidente di Convention Bureau Italia, Carlotta Ferrari e il direttore Tobia Salvadori. Un fatturato record e quasi 17.000 eventi in un anno. La ricerca, sviluppata dal Centro Studi Turistici di Firenze sotto la regia di Convention Bureau Italia e Italy for Weddings, evidenzia innanzitutto una crescita record dell’indotto. Il 2025, prosegue il comunicato, segna un traguardo storico per il settore, che ha superato la soglia di 1,1 miliardi di euro di fatturato, registrando un incremento del 19,6% rispetto all’anno precedente. Le celebrazioni di coppie straniere sul suolo italiano sono salite a circa 16.700 eventi (+9,8%), generando oltre 3 milioni di pernottamenti.
Numeri che certificano il ruolo di Italy for Weddings non solo come osservatore, ma come acceleratore di un driver turistico fondamentale, capace di attivare una filiera complessa che va dall’accoglienza di lusso ai servizi professionali specializzati. La risposta dei mercati: dominio Usa, ma occhio a quelli di lungo raggio. La domanda estera si conferma estremamente solida, si legge ancora nella nota. Gli Stati Uniti consolidano la loro posizione di leader assoluto, rappresentando da soli il 31,7% delle richieste totali, seguiti da Regno Unito e Germania.
Tuttavia, l’analisi strategica di Italy for Weddings evidenzia un trend cruciale per il futuro: la necessità di diversificare per garantire sostenibilità. Sebbene il mercato americano rimanga trainante, è fisiologico attendersi una stabilizzazione. Per questo, l’ente sta guidando gli operatori verso i mercati a lungo raggio alternativi: segnali estremamente positivi arrivano infatti da Australia, Canada, Brasile, Emirati Arabi, India e Cina, nazioni su cui Italy for Weddings sta concentrando le azioni promozionali per intercettare un nuovo dinamismo verso il Bel Paese. La geografia del ‘Sì’: non solo grandi città, vince il turismo diffuso.
La Toscana rimane la regione più ambita, seguita nell’ordine da Lombardia, Campania, Piemonte e Sicilia. Tra le aree specifiche, evidenzia il comunicato, il podio spetta al Lago di Como, alla Costiera Amalfitana e al Chianti. Un successo che premia la visione di Italy for Weddings nel promuovere il matrimonio come strumento di decentralizzazione turistica. A differenza del turismo di massa, il destination wedding valorizza le destinazioni secondarie e il sistema diffuso di alta gamma: borghi medievali, ville in campagna e vigneti vengono preferiti ai centri urbani affollati, portando ricchezza sui territori in modo capillare. (Dire)

