“Lavoriamo con i giovani per costruire spazi di confronto, officine di idee, luoghi da dove fare partire forte la proposta e la richiesta di un nuovo modello di regione, inclusiva, comunitaria, con i servizi, con le cure assicurate, con le risposte concrete ai disagi e alle esigenze a partire da quelle che riguardano i diritti allo studio e al lavoro, il diritto alla casa e al welfare. Questo a fronte della sordità del governo regionale ai bisogni delle giovani generazioni e alla sua incapacità di coinvolgerli nei processi decisionali”. Lo ha detto Gabriella Messina, in apertura della due giorni di iniziativa della Cgil sui giovani e con i giovani.
Dopo l’apertura panel tematici sui temi dei diritti, della formazione e del lavoro. E l’intervento del segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino che si è concentrato sul contributo che può venire dalle giovani generazioni per il cambiamento. Invertendo il processo in atto che vede le energie migliori della Sicilia abbandonarla in cerca di migliori opportunità di vita e di lavoro.
Presentato anche oggi il progetto nazionale “Ci siamo”, elaborato nel corso di due anni “con l’ambizione e col metodo – ha detto Lara Ghiglione, segretaria confederale Cgil nazionale – del coinvolgimento dei giovani nelle prassi e nell’organizzazione dando loro l’opportunità di discutere in libertà, per raccogliere il loro punto di vista sui temi che ci stanno a cuore. Non solo lavoro- ha aggiunto- ma anche la qualità del lavoro e le condizioni di vita. Dai giovani richieste che riguardano orari di lavoro,organizzazione, coworking, casa, diritto allo studio, che obbligano a un ragionamento più a largo raggio. Il lavoro prima definiva l’identità oggi non è più così in un contesto in cui si è costretti a lavori e lavoretti sottopagati o non rispondenti alla propria formazione. Oggi i giovani presentano prospettive differenti con cui bisogna confrontarsi”.
L’iniziativa prosegue domani. A confronto giovani di associazioni giovanili e studentesche, dell’Anci, giovani amministratori, giovani rappresentanti delle associazioni datoriali, rappresentanti delle categorie. Alle 13 le conclusioni di Lara Ghiglione

