Quattro anni di reclusione per violenza sessuale. E’ la condanna inflitta dai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Agrigento a un ventisettenne accusato di avere costretto una ragazza, all’epoca diciottenne, a subire rapporti sessuali dopo un incontro organizzato tramite Instagram.
Cade l’accusa di lesioni aggravate, inizialmente contestata per le ecchimosi riscontrate sulla giovane. La pena, decisa dal collegio presieduto da Wilma Angela Mazzara, e’ la meta’ di quella chiesta dal pubblico ministero Elettra Consoli, che in aula aveva ribadito: “Quando una donna dice no, e’ no”. Secondo la ricostruzione dell’accusa, il giovane avrebbe approfittato dello stato di alterazione della ragazza dopo una serata trascorsa insieme.
La difesa, rappresentata dagli avvocati Daniela Posante e Salvatore Virgone, ha sostenuto che si trattasse di un rapporto consenziente, producendo le chat tra i due. Il tribunale ha escluso l’aggravante legata all’ubriachezza della vittima e disposto un risarcimento, senza provvisionale immediata. La giovane si e’ costituita parte civile con l’avvocato Davide Cortese. (AGI)
