
Nuove prospettive tra diritto e salute mentale: e’ il focus dal quale prende le mosse l’organizzazione della due giorni che si terra’ nel trapanese, presso la Tonnara di Bonagia Resort, domani e venerdi’ con operatori sanitari e magistrati. Un congresso organizzato dal Dipartimento Salute mentale dell’Azienda sanitaria provinciale di Trapani, dal titolo “Potenziamento dei Dsm della Regione Sicilia: pazienti autori di reato tra clinica, diritto e sistemi territoriali”. L’iniziativa e’ co-finanziata dalla Regione siciliana e si inserisce nell’ambito di un progetto approvato dall’assessorato alla Salute, con decreto assessoriale 113 del 13 febbraio 2023. L’evento raduna psichiatri, psicologi, magistrati, avvocati, assistenti sociali e operatori della salute mentale provenienti da tutta Italia, con una faculty di oltre cinquanta esperti di chiara fama nazionale.
Tra i relatori alcuni dei massimi esperti italiani di psichiatria forense, tra cui Roberto Catanesi e Stefano Ferracuti, specialisti riconosciuti a livello nazionale nella valutazione della pericolosita’ sociale e dell’imputabilita’, e Francesco Carabellese, esperto di uso terapeutico della sicurezza. Saranno presenti anche autorevoli rappresentanti del mondo giudiziario, a testimonianza di un approccio interdisciplinare che intende abbattere le barriere tradizionali tra il sistema sanitario e quello della giustizia. “Il congresso nasce dalla consapevolezza che la salute mentale e il diritto dice Gaetano Vivona, direttore del Dsm dell’Asp di Trapani e responsabile scientifico dell’evento non possono piu’ procedere su binari separati. I pazienti autori di reato rappresentano una delle sfide piu’ complesse che i nostri servizi si trovano ad affrontare quotidianamente: richiedono competenze cliniche avanzate, ma anche una profonda conoscenza del quadro giuridico e una rete territoriale capace di sostenere percorsi di cura individualizzati. Questo congresso e’ l’occasione per costruire, insieme, un linguaggio comune tra mondi che troppo spesso si sono parlati poco”.
Il Dsm e’ la struttura sanitaria deputata alla prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione dei disturbi mentali sul territorio. Ispirato alla Legge 180 la storica riforma psichiatrica integra servizi territoriali, ospedalieri e residenziali per garantire un approccio di salute pubblica di tipo comunitario. Nel tempo, il suo mandato si e’ progressivamente esteso fino a comprendere anche la gestione di situazioni ad alto grado di complessita’ sociale e giuridica, tra cui quella dei pazienti che hanno commesso reati e che necessitano di una presa in carico capace di tenere insieme le esigenze di cura e quelle di sicurezza collettiva. La visione che anima questo progetto prevede una strutturata collaborazione tra il mondo sanitario e quello giuridico, per rispondere alla necessita’ di una piena integrazione tra i due sistemi. Il consolidamento di questo dialogo costituisce l’elemento centrale per la costruzione di modelli di presa in carico territoriali personalizzati e orientati alla tutela dei diritti, e sara’ tra i temi prioritari affrontati durante la due giorni.
Il programma si articola in quattro sessioni scientifiche, cui si affiancano tavole rotonde con i direttori dei Dsm siciliani e con i principali protagonisti istituzionali del settore. La prima giornata si aprira’ con un’analisi dei nuovi scenari clinico-giuridici dal bilanciamento tra diritto alla cura e diritti della collettivita’ alla valutazione della pericolosita’ sociale e dell’imputabilita’ nei disturbi di personalita’ gravi per poi affrontare la gestione operativa dei casi complessi che coinvolgono Dsm, Uepe (Ufficio esecuzione penale esterna), SerD (Servizio dipendenze) e neuropsichiatria infantile. La seconda giornata sara’ dedicata alla riabilitazione e ai percorsi di tutela, con particolare attenzione al futuro delle Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza), al ruolo del perito e del consulente tecnico, e alla proposta di istituzione di Unita’ di Psichiatria forense all’interno dei Dsm siciliani. Il congresso si chiudera’ con una tavola rotonda orientata alla definizione di un protocollo operativo Dsm-Giustizia per il 2026. (AGI)
