Sempre più giovani scelgono di restare nel Mezzogiorno e di costruire il proprio futuro attraverso l’imprenditoria. Con oltre 2.200 domande già presentate per un valore complessivo di 153 milioni di euro, la misura “Resto al Sud 2.0” si conferma uno degli strumenti più efficaci per sostenere la nascita di nuove imprese e attività professionali nelle regioni della Zona Economica Speciale. Il programma, previsto dal decreto Coesione e cofinanziato dall’Unione europea attraverso il Programma nazionale giovani, donne e lavoro, è rivolto agli under 35 e punta a rafforzare l’autoimpiego come leva di sviluppo locale.
Donne protagoniste del cambiamento
Un dato significativo emerge con forza: il 40% delle richieste di incentivo arriva da giovani donne. La ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, ha sottolineato come questo risultato rappresenti “la sempre maggiore volontà di protagonismo delle donne nelle regioni del Sud”. La partecipazione femminile, più alta rispetto al Centro-Nord di circa cinque punti percentuali, testimonia un cambiamento culturale e sociale in atto, in cui le donne diventano motore di innovazione e occupazione. Calderone ha evidenziato inoltre come l’incentivo favorisca un’alleanza virtuosa tra lavoro autonomo e dipendente, contribuendo alla crescita dell’occupazione femminile nel Mezzogiorno.
Le regioni più attive e la distribuzione territoriale
La Campania guida la classifica delle regioni più dinamiche con 1.140 giovani coinvolti, seguita da Sicilia con 338 domande, Puglia con 256 e Calabria con 251. A completare il quadro del Sud figurano Sardegna (133), Abruzzo (127), Basilicata (67) e Molise (42). Questi numeri confermano la vitalità del tessuto imprenditoriale meridionale e la capacità dei giovani di trasformare le opportunità in progetti concreti di sviluppo.
Le tipologie di agevolazioni e i settori più richiesti
Tra le domande presentate, 1.123 riguardano il voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro, elevabile a 50.000, mentre 1.090 fanno riferimento al contributo a fondo perduto per programmi di investimento fino a 200.000 euro. Su scala nazionale, le richieste complessive gestite da Invitalia per conto del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sono state 3.417, per un totale di 200 milioni di euro, pari al 35% della dotazione disponibile. Il 75% delle domande riguarda attività d’impresa, mentre il restante 25% è destinato a iniziative di lavoro autonomo o libero-professionali.
I settori più attrattivi sono il turismo, con 889 richieste, i servizi alla persona (753) e i servizi per le piccole e medie imprese (603). Seguono le attività manifatturiere (263) e il settore ICT (277), a conferma di un interesse crescente verso l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione.
Un segnale di fiducia nel futuro del Mezzogiorno
“Resto al Sud 2.0” si candida a diventare un modello di riferimento per le politiche di sviluppo territoriale e di inclusione lavorativa. L’ampia partecipazione giovanile e femminile dimostra che il Sud Italia non è solo un’area da sostenere, ma un laboratorio di idee, competenze e iniziative capaci di generare valore. Un segnale di fiducia nel futuro, fondato sulla creatività e sulla determinazione delle nuove generazioni.

