Dopo la direzione regionale del Pd tenuta ieri a Termini Imerese, i dirigenti siciliani di Energia Popolare e Left Wing hanno chiesto le dimissioni del segretario regionale Anthony Barbagallo. “Dinnanzi all’inadeguatezza politica e alla totale perdita di lucidità di Anthony Barbagallo, non possiamo più rimanere in silenzio. Anziché prendere atto che sul suo nome è impossibile costruire l’unità del partito e fare quindi un passo indietro, Barbagallo continua a tenere in ostaggio il Pd siciliano”, hanno dichiarato in una nota congiunta.
I risultati delle amministrative
Le due aree contestano i risultati delle amministrative siciliane: “Le fantasiose narrazioni trionfalistiche del segretario regionale sui risultati delle amministrative siciliane non possono nascondere la realtà di una gestione disastrosa e con risultati modesti e in alcuni contesti irrilevanti. Basta vedere le percentuali della lista del Pd nei comuni sopra i 15 mila abitanti: Ispica 2,5%, Augusta 3,4%, Carini 6,6%, Bronte 8,1%, Barcellona 8,8%, Marsala 8,7%, Agrigento 8,4%, Messina 8,5%. A Milazzo la lista del Pd insieme ai 5 Stelle e a Rifondazione Comunista ha raccolto appena il 6,2%”.
I successi senza Barbagallo
Secondo Energia Popolare e Left Wing, i risultati migliori si sono registrati dove Barbagallo non è intervenuto: “Soltanto dove lui non ha messo mano si sono raggiunti risultati più significativi: a Floridia il 12,45% (eletto il sindaco Marco Carianni), a Lentini il 13,1% (eletto il sindaco Enzo Pupillo), a Termini Imerese il 13,6% (eletta la Sindaca Maria Terranova del M5S)”.
Il disastro nella provincia di Catania
Le critiche si concentrano sulla provincia di Catania: “A Catania, nella sua provincia, il Pd ha avuto risultati a dir poco disastrosi, a partire da Bronte dove il suo candidato sindaco è arrivato quarto. Il caso di Randazzo è l’esempio più eclatante delle sue contraddizioni: da segretario regionale sostiene Anzalone come candidato sindaco e da componente della Commissione nazionale antimafia lo dichiara ‘impresentabile’. A Pedara e a Trecastagni benedice l’alleanza con Fratelli d’Italia”.

