“E’ necessario che le reti idriche siano messe a regime ed è necessario che la gestione ordinaria dell’acqua non possa essere dipendente dal fatto che la pioggia cada. Va fatto in maniera strutturale, non d’estate. La struttura commissariale sta lavorando in maniera importante, in stretta sinergia con la Regione siciliana e le province e i territori. Adesso si lavora in contingenza e ci auguriamo che nel volgere di qualche mese la soluzione strutturata e organizzata venga messa a terra. Il discorso è legato essenzialmente alla conservazione dell’acqua che cade e alla distribuzione”.
Lo ha detto il capo della protezione civile Fabio Ciciliano, che è anche commissario straordinario per la scarsità idrica, al termine del comitato in prefettura ad Agrigento per l’organizzazione della visita di papa Leone a Lampedusa il 4 luglio. La provincia vive una paradossale crisi idrica, visto che gli invasi sono pieni, ed il prefetto Ciciliano non ha potuto non affrontare l’argomento. Con un inevitabile rilievo anche sulle reti idriche: “E’ inutile nasconderci, sono reti che per diversi decenni non sono state manutenute. Io una cosa tengo solo a dire, che acqua pubblica non significa acqua gratuita, perché la gestione di chi pompa acqua e di chi la trasporta fino ai rubinetti delle case ha dei costi che devono essere sostenuti dalla collettività (Rpt: collettività)”. (ANSA)

