”Riuscire a ricompattare la coalizione dipenderà oggettivamente da quello che succederà in aula a breve. Sarà un vero e proprio test d’aula. Finora i disegni di legge che sono stati portati, sono stati di iniziativa parlamentare. Non per voler eccessivamente difendere il governo, ma erano di iniziativa parlamentare. Siccome, la politica si deve chiamare col proprio nome, oggi si porta in aula una manovra governativa che, tra l’altro, rappresenta una manovra importante da oltre 500 milioni di euro.
Quello sarà un test per la maggioranza, per capire se effettivamente quelle che sono delle discordie, non per buttare acqua sul fuoco, ma quelle che possono essere delle discordie su incomprensioni, anche su questioni di natura elettorali e amministrative, come i casi che sono accaduti, rispetto al cattivo esempio che abbiamo dato come coalizione, in moltissimi comuni siciliani, dove il centrosinistra ha vinto soltanto per le divisioni del centro-destra”. Lo ha detto all’Adnkronos il Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno in una intervista rilasciata a margine di Etna tricolore, conclusa oggi a Zafferana Etnea (Catania).
“Ma se si vanno poi a vedere i dati delle liste, le liste di centrodestra hanno ancora una stragrande maggioranza- dice Galvagno – Quindi, questo rappresenta certamente un momento importante per capire se effettivamente esiste una maggioranza, quantomeno una maggioranza d’aula, che poi la dimostrazione è che quella stessa maggioranza che talvolta si ha in aula non si è avuta per le elezioni amministrative. Se ci fosse stata la stessa compattezza avremmo vinto in tutti i comuni, però questo rappresenta sicuramente un momento importante per capire se si è in buona salute o meno”.
Parlando poi di Cateno De Luca, Galvagno dice: “De Luca sta rimanendo coerente con un progetto che aveva avviato già nel 2022, dove non fece un ragionamento ideologico ma amministrativo. A lui oggi credo, per quello che ho letto e per quello che interpreto non interessi tanto la questione del pensiero, dell’ideologia, ma quello che a livello amministrativo si deve fare per la Sicilia. E non perché io lo difenda sempre, però oggettivamente si è candidato in quattro comuni differenti, ha fatto il sindaco a Fiumedinisi, a Santa Teresa di Riva, a Messina, Città metropolitana di Messina, Taormina. O dove va va riesce a essere un bravissimo venditore a affabulatore e farsi votare, però se poi uno va a guardare i bilanci e studia, cosa che purtroppo secondo me non fanno in tanti, vede che i bilanci sono tutti risanati nei comuni dove va lui. Se va a Messina oggi è una città differente”. (Adnkronos)

