RAGALNA (CATANIA) (ITALPRESS) – I fatti di Ceuta hanno dato uno scossone all’Europa, ma “lo ha dato anche Pedro Sánchez dicendo finalmente che c’era uno stato di emergenza che doveva essere risolto. Bene ha fatto il Governo di Giorgia Meloni a dare una sospensione di Schengen come è capitato da molti altri Stati dell’Unione Europea. Noi non dobbiamo più concepire il tema della migrazione soltanto come qualcosa di cui ci si preoccupa quando c’è un allarme”. Lo ha detto l‘eurodeputato di Fratelli d’Italia ECR, Ruggero Razza, intervenendo a margine della seconda giornata di Etna Forum, a Ragalna (Catania), dedicata al tema “La Sicilia confine d’Europa: Difesa, Sviluppo, Immigrazione”.
“Il Governo di Giorgia Meloni non ha detto solo controllo dei confini e rapporti di cooperazione con gli Stati rivieraschi del Nord dell’Africa – ha sottolineato Razza – , ha detto anche progetti condivisi, progetti di sviluppo e ha ripetuto ciò che tante volte abbiamo detto. Quando si guarda al fenomeno migratorio, dobbiamo chiederci anche perché si parte da un territorio, lasciando la propria identità, la famiglia e cosa fare per fare in modo che questo non si verifichi. Da questo punto di vista l’Europa ha capito con la nuova regolamentazione che non si può affrontare il tema della migrazione come era stato fatto nel recente passato. Lo ha capito anche con gli investimenti. Nel nuovo bilancio pluriennale, che iniziamo a discutere, Global Europe il vicinato con il Nord Africa e i Paesi del Golfo sarà una fonte di investimento importante. Noi ci aspettiamo, con l’esperienza italiana, del Pianto Mattei, diventi sempre di più un’esperienza europea”, ha concluso.
Dopo quanto accaduto a Ceuta, in Sicilia “non temiamo una replica dei fatti, anche perché i numeri dicono, per esempio, che l’abbassamento significativo degli sbarchi a Lampedusa è figlio di un lavoro che è stato svolto dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e dal rapporto che si è creato con alcuni stati di rivieraschi. Penso per esempio alla Tunisia – ha ricordato – dove sia la presidente Meloni che la presidente von der Leyen si sono recate anni fa per firmare un memorandum of understanding con il governo di Saied. L’altro giorno in televisione ho sentito qualcuno paragonare il presidente della Tunisia a un dittatore: i dittatori sono quelli che collaborano con l’Europa per risolvere il problema migratorio? E per la sinistra anche giornalistica diventano dittatori anche per questo? Abbiamo l’idea di importazione della democrazia che da sinistra si contestava quando veniva fatta dagli Stati Uniti”, ha concluso.
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