“Toccare Quota 100 in corso d’opera sarebbe un grave errore, perche’ e’ con questa misura che si e’ ridata flessibilita’ al sistema pensionistico”. Lo ha affermato il segretario confederale Ugl Fiovo Bitti al terzo tavolo di confronto al ministero del Lavoro. “Il principio del bilanciamento fra eta’ anagrafica e anzianita’ contributiva e’ equo, oltre a essere sostenibile finanziariamente e non penalizzante per il lavoratore, il quale puo’ liberamente scegliere di andare in pensione o continuare a lavorare. Sulla flessibilita’ post Quota 100 – aggiunge Bitti – si puo’ pensare a una Quota 100 libera, con il superamento del doppio paletto vigente al momento; al pensionamento con 41 anni di contributi; a rendere meno stringenti i criteri selettivi di Ape sociale; a valorizzare ai fini pensionistici maternita’ e lavoro di cura non retribuito per le donne; all’estensione della platea dei lavori gravosi e usuranti; al ruolo di accompagnamento dei fondi di solidarieta’. Per quanto riguarda gli adeguamenti all’aspettativa di vita, dovranno avere una cadenza pluriennale ampia”. (RADIOCOR)
