“L’uomo quantico” spacca il Consiglio del Parco della Valle dei Tempi. Una mostra di installazioni di arte contemporanea che ha questo titolo non ha convinto uno dei componenti dell’organismo, l’avvocato Luigi Troja, che ha preso pubblicamente posizione per denunciare “l’assoluta inopportunita’ di un’iniziativa del genere”. Questo perche’, a parte l’estetica un po’ sui generis dell’allestimento nei viali della Valle, i costi dell’operazione non convincono. “E’ costata 250mila euro, importo che – accusa Troja – andra’ a gravare su turisti e visitatori”. Il conto e’ stato subito servito: il ticket di ingresso ai Templi, per finanziare l’operazione, e’ stato aumentato del 20 per cento passando da 10 a 12 euro. “In questo periodo di crisi mondiale – aggiunge il consigliere del Parco – la scelta di aumentare il prezzo del ticket e’ stata inopportuna e incomprensibile. Il nostro sforzo doveva andare nella direzione del risparmio per incentivare le ripartenze e favorire le presenze anziche’ aumentare il costo dei biglietti. Mi sono opposto con fermezza a questa scelta ma sono stato messo in minoranza. Peraltro – conclude l’avvocato Troja – non si e’ neppure nelle condizioni di scegliere, chi entra alla Valle deve obbligatoriamente pagare questi 2 euro in piu’ visto che l’allestimento delle opere e’ nei viali”. La mostra, allestita da “Mondo Mostre”, la societa’ che cura i grandi eventi nel contesto della gestione privata dei servizi aggiuntivi del Parco archeologico, sara’ visitabile per i prossimi due mesi. Un “salasso” per turisti e visitatori considerato che, a breve, sara’ operativo un altro aumento di 2 euro. Il Parco, dal canto suo, difende e rilancia la scelta di aprire alle installazioni della’rtista Gianfranco Meggiato, il cui intento e’ “trovare il suo Uomo contemporaneo, tra i segni delle antiche civilta’”. “Sculture di oggi – spiega una nota – incontrano le architetture di ieri. Leghe di metallo che sfidano le forme conosciute, blocchi di pietra che hanno sfidato i secoli. E ancora: alberi, natura, ombre, luce. Un dialogo profondo, delicato e magnetico che attraversa Spazio e Tempo. Un inno all’uomo, alla creativita’ e, ancora prima, a cio’ che sta dietro – prima del razionale, del conosciuto e visibile – e che guida la mano tanto dell’artista quanto quella di chi si occupa di ricerca quantistica. E’ l’uomo che si lascia illuminare, che da’ spazio all’intuito diventando strumento e interprete dell’assoluto”. Si tratta di “tredici opere monumentali in tutto, di cui quattro pensate per la Valle dei Templi ed esposte al pubblico per la prima volta: Lo specchio dell’Assoluto che apre l’intero percorso davanti al tempio di Giunone, Uomo quantico che da’ il titolo alla personale e che si trova davanti al Tempio della Concordia, Sfera Aquarius e Quanto di luce entrambe davanti al tempio di Zeus”. (AGI)
