Il pubblico ministero Sara Varazi ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di Andrea Castellino, 32 anni di Cattolica Eraclea, per diffusione non autorizzata di materiale fotografico e video, il primo caso della provincia di Agrigento di revenge porn che approda in aula per il processo a poco più di un anno e mezzo dall’entrata in vigore della legge. Il difensore, l’avvocato Salvatore Pennica, ha chiesto il giudizio abbreviato e il gup Luisa Turco lo ha ammesso al rito alternativo rinviando l’udienza al 6 dicembre per la requisitoria del pm e le altre conclusioni visto che il processo si celebrerà “allo stato degli atti”.
Come riporta il Giornale di Sicilia, la vicenda muove i suoi primi passi a marzo dello scorso anno, quando la legge era stata approvata da poche settimane: nella provincia di Agrigento, infatti, non ci sono episodi precedenti. I carabinieri hanno eseguito, su mandato del pm, un decreto di perquisizione e sequestro nei confronti del trentunenne, che ha alle spalle alcune vicissitudini giudiziarie per reati spiccioli, accusato di “diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti”: si tratta della nuova norma che, in sostanza, punisce chi diffonde a terzi immagini e video intimi, la cui circolazione rischia di diventare sempre più incontrollata a causa del proliferare dei social network e delle applicazioni di messaggistica di larghissimo consumo. Sarebbe il caso del trentunenne denunciato dieci giorni prima dall’ex fidanzata che sostiene di avere appreso che l’uomo ha diffuso immagini e altro materiale dal contenuto esplicito che fa riferimento alla loro precedente relazione. La nuova fattispecie è punibile con una pena da uno a sei anni di reclusione.
