“L’ipotesi avanzata in queste ore di due nuove quote, 102 e 104, per il pensionamento anticipato non ci vede favorevoli perche’ rappresenterebbe l’ennesima misura tampone che perpetra la creazione di tanti scalini – per evitare lo scalone – e quindi lascerebbe sempre fuori qualche coorte di lavoratori, creando scontento”. Lo afferma Mario Mantovani, presidente di Manageritalia spiegando che “l’esempio e’ Quota 100, dove gran parte delle risorse e’ stato speso per i lavoratori pubblici di sesso maschile, di fatto applicandosi molto poco ai lavoratori privati, soprattutto di sesso femminile. Tra l’altro, l’ipotesi 102-104 non farebbe altro che penalizzare le donne, che non arrivano a soddisfare i requisiti e quindi non potrebbero accedere al pensionamento anticipato; l’abolizione tout court di opzione donna senza gradualita’ non lascia loro scelte alternative”. Manageritalia pensa, invece, ad una riforma all’insegna della flessibilita’, della stabilita’ e della sostenibilita’.
Flessibile “nel senso che assicuri a tutte le categorie di lavoratori e lavoratrici la possibilita’ di scegliere quando andare in pensione; per esempio, per le lavoratrici – che generalmente hanno un’anzianita’ contributiva piu’ bassa – si dovrebbe poter modulare l’eta’ anagrafica e gli anni di lavoro all’interno di un range definito, senza mettere all’interno di una quota altri paletti. Stabile perche’ deve rimanere durevole negli anni senza continue rimodulazioni, in modo da favorire, nelle nuove generazioni, l’attitudine a programmare il proprio futuro previdenziale. Sostenibile perche’ i costi non devono riversarsi sulle generazioni future”. Sotto questo profilo “la proposta del presidente dell’Inps Tridico – concldue Manageritalia -, di anticipare solo la quota contributiva, sarebbe meno gravosa per il bilancio dello Stato e molto piu’ percorribile”. (ANSA)

