Oggi i sindaci siciliani manifestano a Roma per chiedere al governo nazionale provvedimenti normativi urgenti per porre rimedio alla crisi finanziaria e di personale che riguarda i comuni siciliani, che necessitano di professionalita’ e figure apicali che possano gestire gli uffici anche in relazione alle risorse messe a disposizione dalla programmazione 2021-2027 e dal Pnrr. Una vertenza aperta in cui sono anche gli oltre 5.500 istruttori che mancano, i 3.500 funzionari e un elevato numero di dirigenti di cui c’e’ bisogno. I principali settori in cui si registrano le carenze piu’ significative di personale sono area amministrativa, demografica, affari generali e ausiliari, statistica; area economico finanziaria e tributi; area tecnica, lavori pubblici, urbanistica, manutentiva. Le restanti carenze d’organico riguardano invece le aree di informatica, ambiente, scuole e formazione, servizi culturali e turistici, servizi sociali e polizia municipale.
Presenti all’iniziativa anche diversi sindaci agrigentini e l’assessore regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica Marco Zambuto. “Questa mattina – ha scritto in una nota la sindaca di Naro Maria Grazia Brandara – noi sindaci agrigentini siamo presenti a Roma per sostenere le nuove norme sul risanamento finanziario, sui bilanci e sulle assunzioni in deroga. Siamo qui per chiedere di colmare le carenze di organico e superare la crisi economico-finanziaria che condanna la maggior parte degli Enti”. “Oggi a Roma, insieme a tanti colleghi sindaci siciliani, alla manifestazione promossa dall’Anci per sollecitare al Governo provvedimenti urgenti per far fronte alle gravi criticità finanziarie e organizzative in cui versano i Comuni”, ha scritto su facebook il sindaco di Montevago Margherita La Rocca Ruvolo.
“Ritengo doveroso esserci – dice il sindaco di Lampedusa Totò Martello – e manifestare, insieme con tanti altri sindaci della Sicilia, per chiedere al governo nazionale di modificare le norme che rischiano di indebolire ancora di più le nostre amministrazioni comunali e di avere pesanti ripercussioni sui servizi rivolti ai cittadini. Ci sono alcuni aspetti, ad iniziare da quello relativo ai meccanismi di riscossione delle tasse comunali ed alla possibilità di procedere con l’assunzione di personale per far fronte ai vuoti di organico, che devono essere valutati con la massima attenzione e sui quali è indispensabile la piena collaborazione tra lo Stato e la Regione Siciliana. La mia presenza alla manifestazione di Roma – aggiunge il sindaco di Lampedusa e Linosa – vuole anche contribuire a rappresentare le istanze delle isole minori, che hanno necessità specifiche per le quali è necessario un intervento mirato da parte del governo nazionale”. “Inoltre – conclude Martello – da sindaco un’isola di frontiera costantemente interessata dal fenomeno dei flussi migratori, intendo ribadire la necessità che il governo nazionale predisponga misure concrete a sostegno della mia comunità che non ha mai fatto venir meno il proprio impegno per l’accoglienza umanitaria”.
La gravità della situazione contingente che i comuni rappresentanno al governo, è tale per cui si evidenzia come a oggi solo 152 comuni siciliani abbiano approvato i bilanci di previsione, appena 74 il consuntivo 2020 e che questi numeri si sommano ai circa 100 comuni in dissesto, sotto piano di riequilibrio finanziario e/o strutturalmente deficitari. “Se lo scorso anno i Comuni siciliani sono riusciti a tamponare le difficolta’ grazie agli aiuti pervenuti dallo Stato e dalla Regione con i ristori derivanti dalle minori entrate a causa dall’emergenza Covid – dice il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida – quest’anno raggiungere il pareggio di bilancio sta risultando estremamente problematico per quasi tutte le amministrazioni isolane, nelle quali si rileva una diffusa preoccupazione che senza un intervento concreto da parte dello Stato nella direzione delle proposte che gli amministratori andranno a formulare a Roma, non si riesca a chiudere i bilanci. Inoltre, i principi del federalismo fiscale che si declinano al meridione hanno prodotto una elevata sperequazione socio-economica rispetto al nord Italia che, invece, puo’ contare su una solidita’ strutturale dei propri bilanci”.

