“La manovra finanziaria non ci soddisfa. Servono più risorse per riformare il sistema previdenziale. Il ritorno alla Fornero non tutela i giovani. Il 60% di chi è entrato nel mondo del lavoro negli anni 90, avrà una pensione inferiore alla soglia di povertà se non si rimette in discussione in maniera strutturale l’attuale sistema di calcolo previdenziale. Un sistema costruito per non favorire il ricambio generazionale. È allora è ora di mandare in pensione le norme in vigore per una vera riforma delle pensioni. E’ necessario intervenire radicalmente sull’attuale disciplina abrogando quegli interventi che oggi costringono i lavoratori a proseguire l’attività fino all’ultimo giorno per poi ritrovarsi con una pensione ‘da fame’”. Lo ha detto il segretario generale della Cisal, Francesco Cavallaro, nella relazione di apertura del consiglio nazionale della confederazione italiana sindacati autonomi lavoratori.
“E più è lontana la pensione per i lavoratori, più tardi i giovani si affacceranno al mondo del lavoro. Si dia la possibilità di andare in pensione con dignità ai lavoratori rimuovendo le attuali regole, si faciliti l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani. Si può fare e si deve fare, con buona pace di quanti continuano a lanciare allarmi sulla spesa pensionistica senza considerare che se non si rilancia l’occupazione dei giovani, se non si danno certezze agli anziani, se non si incrementano i consumi, ben presto qualsiasi prestazione pensionistica sarà insostenibile”, conclude. (LaPresse)
