“Nei Comuni italiani sono in servizio complessivamente 361.745 dipendenti, mentre nel 2007 erano 479.233. Vuol dire che abbiamo perso quasi un dipendente su 4. Mi creda presidente Draghi, e’ un’emergenza nell’emergenza”. Resta caldo il tema del personale mancante nelle istanze che i sindaci hanno rivolto al Governo durante l’assemblea dell’Anci di Parma. Il presidente Antonio Decaro, in un clima di luna di miele con l’esecutivo, si e’ detto soddisfatto per le varie questioni che hanno avuto risposta. Ma ha insistito sul punto: “E’ l’unica richiesta che le facciamo oggi, tutte le altre sono state accolte mai successo nella storia.
La campagna reclutamento prevista crediamo sia un po’ complicata. Lei e’ concreto come noi sindaci”, ha detto Decaro, che nel corso dell’assemblea ha piu’ volte sottolineato l’affanno nel lavorare con una contrazione di 117.500 unita’ di personale. Un’attenzione maggiore e’ stata chiesta poi da Parma in particolare dai piccoli Comuni. E proprio oggi e’ arrivato dall’Anci Sicilia un nuovo appello, con 250 primi cittadini che hanno minacciato dimissioni in massa se non arriveranno segnali concreti: “Sono emerse, in tutta la loro gravita’, le forti criticita’ finanziarie e di personale ripetutamente rappresentate al Governo e al Parlamento nazionali nei mesi scorsi”, dicono.
“La gravita’ della situazione – prosegue l’Anci siciliana – consiste nella impossibilita’ di approvare i Bilanci per 250 su 391 Comuni, la cui restante parte ha gia’ dichiarato il dissesto o e’ gia’ sotto Piano di riequilibrio finanziario”. Nel corso dell’assemblea e’ emerso che le comunita’ dell’Isola “sono di fronte a una crisi di sistema drammatica e cosi’ vasta che prescinde dalle questioni amministrative e gestionali e dagli orientamenti politici. E’ altresi’ emersa una condizione di impossibilita’ ad offrire servizi adeguati ai cittadini ed a realizzare investimenti specie in vista dell’attivazione delle risorse del Pnrr”.
Il grido d’allarme sulla crisi economica e’ ben chiaro nella condizione di Francesco Cacciatore, 50 anni, sindaco di Santo Stefano Quisquina (Agrigento), cittadina di cinquemila abitanti sui Monti Sicani. “Per garantire ai nostri concittadini la possibilita’ di andare a visitare i loro defunti io e l’assessore ai servizi ambientali e cimiteriali Alberto Madonia ogni giorno, festivi compresi naturalmente, garantiamo l’apertura alle 7 e la chiusura alle 18 del cimitero comunale. Stiamo scoppiando”, ha detto. (ANSA)
