«Presidente, chiedo che si trascrivano tutte le intercettazioni nei miei confronti perché in questo modo sarò assolto». Il boss Giuseppe Falsone, dopo oltre dieci anni di silenzio, come riporta il Giornale di Sicilia, torna a parlare e lo fa al processo Xydi in cui gli si contesta di avere trasmesso all’esterno messaggi e direttive servendosi dell’avvocato Angela Porcello che avrebbe dismesso la toga per arruolarsi in Cosa nostra su imput del compagno, l’imprenditore mafioso – «falsoniano» di ferro – Giancarlo Buggea. Falsone, da 12 anni ininterrottamente al 41 bis, ha chiesto di rilasciare dichiarazioni spontanee in occasione del conferimento dell’incarico al perito Giuseppe Rinzivillo che dovrà trascrivere le intercettazioni disposte nell’ambito delle indagini.
All’invito della presidente del collegio Wilma Angela Mazzara di precisare la richiesta, tuttavia, non ha saputo dare altre indicazioni affermando di volere che tutte le conversazioni con l’avvocato Por[1]cello finiscano agli atti del processo. La professionista cinquantunenne, che si è poi cancellata dall’Ordine, avrebbe strumenta[1]lizzato la sua attività innanzitutto per incontrare Falsone al 41 bis e veicolare i suoi messaggi dal carcere ma non solo: Angela Porcello avrebbe fatto da «cassiera» del mandamento promuovendo e organizzando una serie di incontri con associati anche di altre province. Lo stralcio processuale del dibattimento, con 9 imputati, dopo il conferimento dell’incarico al perito è stato aggiornato al 21 giugno.
