“Oggi non mette piu’ le bombe, la mafia. Ma corrompe e prospera sotto altre forme, piu’ striscianti e fors’anche piu’ redditizie. Oggi non fanno piu’ troppo clamore e titolo, la corruzione e l’illegalita’. Ma inquinano e contaminano la vita pubblica ed economica del Paese, condannandolo al fondo delle graduatorie europee e internazionali sull’attrattivita’ e la trasparenza dei sistemi nazionali”. E’ quanto si legge in un’anticipazione dell’articolo di Enrico Letta pubblicato su L’Espresso, diretto da Lirio Abbate e in edicola da domenica. “A quasi quarant’anni da quella intervista di Enrico Berlinguer a Eugenio Scalfari sulla ‘questione morale’, della tensione verso un paradigma diverso di etica pubblica sembrano restare poco piu’ che evocazioni sbiadite”, cioe’ “la critica settaria al sistema dei partiti tout court, l’antipolitica come scorciatoia per non riconoscere lucidamente i limiti del nostro ethos pubblico e porvi rimedio, il pensiero debole e tagliato con l’accetta in luogo del confronto tra ideali e della cultura politica.
E’ un approdo paradossale e corrosivo” perche’ “piu’ la politica e’ debole, maggiore e’ la pervasivita’ dei fenomeni di degenerazione e corruttela. Piu’ la forma partito e’ fragile” e “piu’ quelle stesse istituzioni si rivelano permeabili alle infiltrazioni devianti, italiane e anche estere. Si tratta di un approdo che una sinistra popolare e non populista, erede anche di quella tradizione, ha il dovere storico di contrastare senza timidezze”. “Dobbiamo dimostrare la nostra diversita’ dalla destra peggiore di sempre”, scrive Letta. A Messina e a Palermo, “il candidato del centrodestra – sostenuto da Dell’Utri e Cuffaro, come se due sentenze pesantissime della Cassazione fossero lettera morta – diserta le celebrazioni in memoria di Falcone e Borsellino senza che nessuno nella coalizione abbia nulla da obiettare”. Con le Regionali in Sicilia, aggiunge, “stiamo provando a mettere insieme una grande coalizione di forze progressiste e democratiche, aperte al civismo e all’associazionismo”. “Il futuro di un’Italia migliore passa anche dal contrasto al legame perverso tra criminalita’, affari e politica. E’ ancora e sempre li’ il cuore della questione, morale e politica insieme, che condiziona le sorti del nostro Paese”, scrive tra l’alttro Letta ricordando Pio La Torre, “cui il Pd dedichera’ la Festa nazionale dell’Unita’ che per la prima volta si terra’ proprio a Palermo”. (ANSA)

