E’ stato presentato ieri sera a Montevago il libro di Stefano Certa e Angela Marchica dal titolo “Leopardi e il suo mondo – Per conoscere un’anima, l’uomo, le sue città, gli amici, gli amori”. La biografia mette particolarmente in risalto l’aspetto umano del poeta nelle varie fasi della sua vita ed è corredata da più di 220 immagini di persone e luoghi da lui frequentati, di cui più della metà a colori. Grazie alla collaborazione di alcune Istituzioni agli autori è stato possibile trovare, fotografare e pubblicare per la prima volta le foto dei controversi certificati di morte di Leopardi, della cui esistenza qualche studioso ha dubitato. Gli autori, inoltre, riferiscono che le case abitate da Leopardi a Napoli sono state quattro e non tre, come invece riportato anche dalle più recenti biografie. La foto di questa prima casa è stata inserita nel libro insieme a quelle delle altre case abitate dal poeta. Inoltre, sono riportati l’attuale indirizzo e la foto della casa abitata da Fanny Targioni Tozzetti, la dama fiorentina amata da Leopardi. Il libro riporta anche foto a colori di un rarissimo e quasi sconosciuto ritratto di una giovanissima Paolina Ranieri, della foto di Laura Parra Montanelli, ormai sessantenne, frequentata a Pisa dal poeta.
”Il libro – raccontano gli autori – è una biografia su Giacomo Leopardi, in cui mettiamo particolarmente in risalto l’aspetto umano del grande poeta nelle varie fasi della sua vita e raccontiamo anche avvenimenti spesso poco conosciuti. Il libro è corredato da molte immagini di luoghi, persone e cose che avvicinano il lettore al mondo di Leopardi. Molte fotografie sono state curate da un fotografo professionista per renderle più nitidee stabilire,così,un più intenso rapporto emozionale con Leopardi”. Quali sono le novità contenute nel libro? “Nelle numerose biografie leopardiane da noi consultate, e nelle più di 3000 pagine scaricate da Internet, nessuno ha mai pubblicato foto dei documenti di morte di Leopardi; addirittura qualcuno degli studiosi ne aveva messo in dubbio l’esistenza mentre altri sono stati scoraggiati dalle lungaggini burocratiche”.

