“Era un visionario perche’ riusciva a guardare oltre anticipando i tempi, prima di chiunque altro. Sapeva ascoltare le persone e trovare una sintesi, guardava ai problemi con grande profondita’. L’ho definito il numero dieci della politica: aveva non solo fantasia ma anche concretezza, tra quei personaggi che non tramontano mai”. E’ il ritratto appassionato che il deputato regionale del Partito democratico, Giovanni Burtone, traccia di Rino Nicolosi, uno dei presidenti piu’ longevi della Regione siciliana nel libro “Un Presidente visionario. Rino Nicolosi, un siciliano che guardava oltre” che raccoglie i principali discorsi del politico. Esponente di quella Dc che vedeva nell’Isola il cuore politico del Mediterraneo, Nicolosi e’ stato eletto deputato all’Assemblea regionale siciliana nel 1976 e vi e’ rimasto per quattro legislature ricoprendo incarichi di assessore regionale fino a quando nel 1985 e’ eletto presidente della Regione, guidando cinque governi.
“Ero legatissimo a Rino, per me e’ stato un maestro di vita e di politica”, ricorda Burtone in occasione della presentazione del volume a Palazzo dei Normanni, a Palermo. Un incontro a cui hanno partecipato, tra gli altri, Rino La Placa presidente Associazione ex Deputati, Nello Dipasquale, questore Ars, Michele Catanzaro, capogruppo Pd Ars, Marcello Fecarotti, gia’ dirigente regionale, Calogero Pumilia ex deputato nazionale, Pierluigi Castagnetti, presidente Associazione “I Popolari”, e Paolo Borrometi, condirettore di AGI che ha moderato l’incontro. Un libro che rappresenta prima di tutto un “gesto di affetto per ricordare un amico che e’ andato via prematuramente. Tornando in Assemblea, ho subito ricollegato questa fase storica con quella che ho vissuto insieme a lui”, dice ancora Burtone – anni importanti per l’Isola contraddistinti “da una presenza invasiva e violenta della mafia che venne comunque contrastata”.
Nicolosi fu “un presidente che si impegno’ seriamente, anticipando i tempi, basta rileggere le sue dichiarazioni programmatiche per trovare questioni che oggi sono ancora attuali come la crisi geopolitica che stiamo affrontando”. Allora l’incontro che fece con Gheddafi in occasione della cattura di dodici pescatori siciliani che avevano ‘sforato’ venne visto “come un atto di solidarieta’ nei confronti dei pescatori che furono riportati alle loro famiglie”. Ma con il leader libico “lui avvio’ un dialogo affinche’ si mettessero a fuoco le problematiche che nel Nordafrica stavano cominciando a crescere ed esplodere. Aveva colto prima di molti questo rischio e pose allora il tema della pace, oggi attualissima”. E ancora l’emergenza siccita’ – fu il primo a realizzare dei dissalatori in Sicilia, come quello di Gela che potrebbe essere ripristinato per ridare acqua alla provincia di Caltanissetta e di Agrigento – l’importanza delle attivita’ produttive, dell’agricoltura, dell’industria e della formazione come “l’accordo con il Cnr per creare borse di studio per mettere al centro i nostri giovani”.
Ma quale sarebbe oggi il rapporto di Nicolosi con la politica? “E’ una domanda che mi viene posta spesso ma a cui non saprei rispondere – ammette Burtone – posso dire pero’ che sicuramente non avrebbe mai accettato l’autonomia differenziata. Visse i termini dell’autonomia nel raccordo con lo Stato non chiedendo con il cappello in mano, ma con le carte il regola come affermava un altro grande presidente della Regione siciliana, Piersanti Mattarella. Si sarebbe rifiutato, l’avrebbe visto come una penalizzazione ulteriore del Sud e della Sicilia in modo particolare”. Ma sarebbe stato anche “contro il premierato – conclude Burtone – Nicolosi aveva questa concezione collettiva, di coinvolgere nel processo politico non solo i suoi interlocutori ma anche gli avversari: un confronto che teneva conto anche delle opposizioni”. (AGI)

