“Credo che questo Parlamento non dovrebbe avere alcun complesso di inferiorità rispetto al Mef, come se fosse stato preso con le mani nella marmellata. Assumere la nota del Mef come verità assoluta mi sembra inappropriato, il rilievo è interlocutorio e si conclude con l’invito al Dipartimento Affari regionali a valutare l’eventuale sussistenza di impugnativa. Siamo in una fase preliminare. Questo tipo di approccio non ha precedenti e siamo ben lontani da una censura o da un errore. Sostenere poi che si possa essere stato un Interesse da parte del governo a sollecitare i rilievi per recuperare risorse è pura fantasia.
Il governo della Regione non si sottrarrà alla difesa di queste misure”. Così l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagnino, è intervenuto in Assemblea regionale sollecitato dalle opposizioni a chiarire la nota inviata ieri dal Mef sui dubbi rispetto a 22 norme, le cosiddette ‘mance’, del collegato alla legge di stabilità 2025. Per Dagnino “se dovesse passare l’eventuale impugnativa lo stesso tipo di censura andrebbe ripetuta per tutte le Regioni italiane”. “Il governo regionale sebbene si tratti di norme in gran parte di iniziativa parlamentare – ha concluso – ha il dovere di difendere le prerogative del Parlamento”. (ANSA)

