È stata lanciata la candidatura del progetto “Gesti di accoglienza” a Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco nel teatro dell’ex cava di Punta Sottile, a Lampedusa, che fra poco ospiterà il concerto del pianista-compositore Giovanni Allevi, è stato illustrato il percorso che l’isola ha intrapreso insieme ad Agrigento Capitale italiana della cultura e all’associazione umanitaria Perou. “Siamo qui per dare forza a un’idea che nasce da lontano e che appartiene a tutti noi: riconoscere i gesti di accoglienza che caratterizzano la nostra gente e in particolare questa isola come Patrimonio immateriale dell’umanità”, ha spiegato il sindaco delle Pelagie Filippo Mannino. È dal 2021 che il collettivo francese Perou porta avanti il laboratorio con il progetto Avenir, culminato nella definizione del dossier per la candidatura Unesco. “Alcuni di noi continuano a onorare l’eredità di ospitalità dei nostri padri. Lo sapete bene qui a Lampedusa.
Sapete che in alto mare, come sulle nostre coste, i cittadini europei accolgono bambini, donne e uomini in pericolo – ha detto Sébastien Thiéry, coordinateur des actions du Perou et du projet Navire Avenir, – . Per questo motivo, insieme al collettivo Perou, abbiamo deciso di iscrivere questi gesti di ospitalità viva nel Patrimonio culturale immateriale dell’umanità. È da Lampedusa che desideriamo rivolgere questa richiesta all’Unesco”. Fra i presenti nell’ex cava, anche il presidente della fondazione Agrigento Capitale della cultura: Maria Teresa Cucinotta: “Un progetto che parla il linguaggio della comunità, e che fa parte dell’ossatura di Agrigento Capitale – ha detto – La musica di Giovanni Allevi, invitato dalla Regione e dal Parco della Valle dei Templi, è la colonna sonora adeguata a questo abbraccio al Mediterraneo”. “La candidatura è un passo dovuto che crea un’unica rete solidale nel Mediterraneo.
E il fatto che avvenga nell’anno di Capitale italiana della cultura, di cui Lampedusa è socio partecipante, è un riconoscimento”, ha detto il sindaco di Agrigento Franco Micciché, che, da medico, per decenni ha visitato i migranti che giungevano sul molo di Porto Empedocle. “Il Parco, uno dei partner principali di Agrigento Capitale, dedica una grande attenzione a quest’isola. E’ infatti ripresa – ha spiegato Giuseppe Parello, direttore di Agrigento2025 e presidente del Consiglio del Parco della Valle dei Templi – l’attività del museo delle Pelagie attraverso una forma innovativa di partenariato che vede la partecipazione della comunità di Lampedusa. E, in sintonia con questo progetto, si svolgeranno nell’isola – ha annunciato – anche delle ‘Giornate Gregoriane’ dal 24 al 28 ottobre sul tema ‘Oltre i confini – archeologia delle migrazioni'”. (ANSA)

