“Non c’e’ dubbio che oggi affrontiamo questo passaggio dentro un fatto politico di enorme rilevanza: siamo a meno di 24 ore dalla rimozione di un partito fondamentale per la coalizione di centrodestra, la Dc di Cuffaro, cioe’ non sono stati rimossi gli assessori, ma un intero partito. Mi chiedo, e la politica ha il dovere di rispondere, se la magistratura parla di un sistema diffuso di condizionamento della vita pubblica piegato a interessi clientelari e corruttivi, cos’altro dobbiamo aspettarci? Siamo sicuri che le questioni di queste ore riguardino solo Cuffaro e il suo sistema? La decisione del presidente Schifani e’ una prima risposta, ma e’ davvero un atto sufficiente?”.
Lo chiede il presidente della Commissione regionale antimafia, Antonello Cracolici, illustrando all’Ars la relazione sull’attivita’ nel 2024. “Viviamo una situazione allarmante – spiega – dove un pezzo della classe politica e’ chiamata a rispondere di comportamenti amministrativi che hanno contribuito ad abbassare la soglia di attenzione e il rispetto delle regole. Se passa il messaggio che alla fine a fare da argine e’ rimasta solo la magistratura per portare alla luce elementi deviati della cosa pubblica, ci troveremo di fronte a una politica sempre piu’ debole e asservita alla logica del favore, dove, in nome del consenso, tutto e’ possibile”. Dice con amarezza Cracolici: “Avrei voluto in questa analisi sulla relazione della commissione anticipare alcune innovazioni che riguardano le necessita’ sul piano legislativo da operare sugli enti locali, o come occuparci oggi delle periferie sociali, non solo geografiche, dove cresce una cultura dell’illegalita’ che non per forza e’ legata a cosa nostra ma costituisce l’humus in cui crescono disvalori e stili di vita che si rifanno a cosa nostra. Oggi sarebbe stato necessario affrontare questi temi mettendo al centro l’iniziativa politica e istituzionale della Regione, Ma purtroppo oggi la politica appare compromessa sul terreno della credibilita’”.
Questa e’ una Regione, per l’Antimafia regionale, “dove i controlli non vengono svolti. Persino le leggi vigenti non sono applicate: penso, ad esempio, alle norme che imporrebbero sistemi di gara per bacini nel sistema sanitario e non per singoli centri di spesa”. Il tema degli appalti ad esempio: l’inchiesta giudiziaria che ha riguardato Cuffaro dice che la politica, incalza Cracolici, “si preoccupa di chi vince l’appalto anche per garantire un subappalto piu’ prossimo a interessi politici. I subappalti sono la catena debole dei controlli, dove mancano limiti e vigilanza. Per questo, parlando della nuova legge sugli appalti l’avevamo definita ‘criminogena’ perche’ sapevamo che avrebbe finito per favorire una condizione di illegalita’ nella gestione delle procedure che, seppur formalmente corrette, sono pero’ piegate a interessi che, nel migliore dei casi, sono clientelari”.
Il problema dei controlli in Sicilia “e’ strutturale” e vale per la sanita’, “dove abbiamo scoperto ad esempio che sull’istituto zooprofilattico per anni non si e’ esercitata alcuna attivita’ di vigilanza da parte delle strutture dell’assessorato alla Salute”, ma vale anche “per l’assessorato al Territorio con il caso delle concessioni demaniali alla societa’ Italo-Belga, dove, al di la’ delle contingenze di cronaca, emerge una evidente lacuna gestionale che offre il fianco a ogni possibile rischio di infiltrazione. E dove a una societa’ che ha un amministratore, imparentato con persone legate a cosa nostra, non viene chiesto il certificato antimafia, malgrado operi in regime di subappalto in una concessione pubblica”.
In Sicilia ci sono 3200 concessioni demaniali e oltre 900 concessioni stagionali: “Cosa succede in questo settore? Chi vi opera? Siamo sicuri che i concessionari siano gli stessi di chi effettivamente vi opera? E’ l’ennesima conferma di una condizione grave e inaccettabile che, per la storia di questa terra, e lo sforzo profuso – anche da questa commissione – per ricostruire la reputazione di questa regione e spingere i cittadini al rispetto delle regole e alla lotta alla mafia impone un deciso cambio di rotta e delle risposte che non possono piu’ essere rimandate o disattese”. Avverte Cracolici: “Galleggiare in attesa di scoprire il prossimo scandalo e’ il miglior favore che possiamo fare a chi pensa che alla illegalita’ non vi sia alternativa. Ma per non galleggiare occorrono atti forti che sappiano dimostrare che la politica e’ in grado di aprire una nuova fase e restituire l’onorabilita’ ai cittadini di questa terra”. (AGI)
