“La decisione del segretario nazionale della Dc facente funzioni, Gianpiero Samorí, di sospendere Stefano Cirillo è illegittima e priva di qualunque efficacia ai sensi dell’ancora vigente statuto del partito”. Lo dicono in una nota Laura Abbadessa, presidente della Dc in Sicilia, il presidente del movimento giovanile isolano Michele Simplicio, i segretari provinciali e il gruppo parlamentare all’Ars in risposta al provvedimento adottato da Samorì, segretario nazionale facente funzioni dopo le dimissioni di Totò Cuffaro, che ha sospeso il segretario del partito in Sicilia.
“Il modus operandi adottato dal signor Samorí, che ha deciso di sospendere arbitrariamente e senza un procedimento trasparente e conforme alle regole interne, non rispecchia affatto i principi fondamentali di democrazia e partecipazione che il partito intende promuovere e rispettare – continua la nota – La scelta di sospendere un membro eletto democraticamente dai tesserati siciliani viene vista come un atto che va contro i valori di pluralismo e rispetto delle decisioni prese dagli iscritti, scelti attraverso un processo democratico e legittimo”.
“Cirillo è stato eletto democraticamente dai tesserati della regione Sicilia e ha sempre rappresentato in modo impeccabile e in linea con le norme interne tutte le istanze e le aspettative degli iscritti – aggiungono gli esponenti della Dc siciliana – La sua rappresentanza è stata sempre considerata legittima e conforme alle procedure previste dallo Statuto del partito. Questa posizione sarà difesa e riaffermata nel corso del prossimo Consiglio nazionale, che si terrà sabato prossimo a Roma. In quell’occasione, verranno rinnovate le critiche alla decisione unilaterale e si cercherà di chiarire e riaffermare i principi di legalità, democrazia interna e rispetto delle norme statutarie, a tutela dell’immagine e dell’integrità del partito. Difenderemo sempre i diritti dei tesserati e garantiremo che le decisioni interne siano sempre prese nel rispetto delle regole e dei valori democratici che il partito intende incarnare e promuovere” concludono. (ANSA)
