Tra il 14 e il 15 gennaio di cinquantotto anni fa, la Valle del Belice fu scossa da una serie di violenti terremoti che segnarono per sempre la storia della Sicilia occidentale. Montevago, insieme a Gibellina, Poggioreale, Salaparuta, Santa Ninfa, Santa Margherita Belice, Menfi, Partanna e molti altri centri, visse ore di terrore e distruzione. Le scosse, avvertite fino a Palermo e persino a Pantelleria, cancellarono interi paesi e costrinsero decine di migliaia di persone ad abbandonare le proprie case. Circa trecento furono le vittime, cinquecento i feriti, e un numero incalcolabile le vite spezzate o cambiate per sempre. Oggi, tre donne di Montevago raccontano quei momenti con la lucidità e l’emozione di chi ha visto la propria infanzia o giovinezza trasformarsi in un ricordo di macerie e paura. E partecipano con emozione alla rinascita della vecchia chiesa Madre, restituita alla fruizione pubblica dopo il completamento del secondo stralcio dei lavori di recupero e la realizzazione del nuovo impianto di illuminazione artistica.

