”A seguito della sentenza emessa dalla Corte di Appello di Palermo, che ha confermato in secondo grado la condanna per diffamazione aggravata nei confronti del Consigliere e Assessore del comune di Santa Elisabetta Salvatore Gaziano, legata a insulti sessisti e messaggi d’odio rivolti alla Deputata Giovanna lacono, si apre una riflessione profonda sulla compatibilità tra tali condotte e l’esercizio di funzioni pubbliche allinterno di un’amministrazione comunale. È stato ribadito dal tribunale il principio secondo il quale gli insulti sessisti e la propagazione dell’odio nei confronti delle donne non possono essere considerati semplice polemica politica né libertà di opinione”. E’ quanto si legge in una nota del circolo Pd di Santa Elisabetta.
“Questa sentenza – prosegue la nota – rappresenta un atto di resistenza contro la mentalità patriarcale e un messaggio chiaro: le parole hanno un peso e chi le usa per colpire la dignità delle donne deve assumersene la responsabilità legale ed etica. Al netto di tutto, il Partito Democratico pone con forza un interrogativo cruciale: come può una condanna per atti che ledono la dignità della donna e delle istituzioni conciliarsi con i valori di un’amministrazione comunale? Secondo noi chi siede nelle assemblee elettive e ricopre incarichi di governo locale deve distinguersi per un decoro istituzionale ispirato ai valori costituzionali. La permanenza in carica di un amministratore condannato per attacchi sessisti rappresenta una ferita per la comunità e un segnale fuorviante per le giovni generazioni.
I bambini e le bambine di Santa Elisabetta non possono e non devono crescere con l’idea che sia possibile o giustificabile una qualsivoglia offesa ed umiliazione pubblica di una donna solo perché donna. Le istituzioni non possono essere zone franche per l’odio. Un amministratore oggetto di una condanna così grave dovrebbe avere la dignità di fare un passo indietro, dimettersi. Il Partito Democratico chiede un segnale di altrettanta dignità politica all’attuale amministrazione comunale, chiedendo le dimissioni immediate dalle cariche comunali e assessoriali dell’amministratore coinvolto. In assenza di un passo indietro spontaneo, chiediamo con forza al Sindaco Liborio Gaziano di revocare la nomina assessoriale, a tutela della coerenza con i valori civili della comunità rappresentata, tanto dibattuti durante la campagna elettorale.
La nostra richiesta di dimissioni si trasforma oggi in un appello corale a tutte le donne affinché non accettino come “normale” la violenza verbale, continuando a partecipare liberamente alla vita pubblica di questa comunità, per costruire una società più equa, dentro e fuori dai palazzi della politica. Il partito esprime la sua più totale solidarietà e vicinanza a Giovanna Iacono per questa particolare battaglia politico-sociale, che oltrepassa abbondantemente i particolarismi locali ed estende questa vittoria legale a tutta la nazione”.

