Con 34 voti a favore e 24 contrari, l’Assemblea regionale siciliana, con voto segreto, ha bocciato l’articolo 14 del disegno di legge sugli enti locali che prevedeva la possibilità di un terzo mandato per i sindaci dei comuni fino a 15 mila abitanti.
Poco dopo, con 32 voti a favore e 22 contrari, l’Ars ha respinto anche l’articolo 7 dello stesso ddl, che introduceva la figura del “consigliere supplente”.
Le due votazioni segnano una doppia battuta d’arresto per il provvedimento di riforma degli enti locali, che ora dovrà proseguire il suo iter privo di due delle norme più discusse e divisive del testo.

