Il procuratore Giovanni Di Leo ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini sull’inchiesta che ipotizza un sistema di corruzione e falso legato al rilascio di cittadinanze italiane e permessi di soggiorno a cittadini brasiliani. Il provvedimento arriva mentre si attende la decisione del tribunale del riesame sulle richieste di arresti e altre misure cautelari. Secondo la Procura, centinaia di stranieri sarebbero arrivati nell’Agrigentino per ottenere la cittadinanza grazie a un meccanismo che prevedeva documenti falsi, alloggi fittizi e complicita’ istituzionali.
Due agenzie di Raffadali avrebbero curato ogni fase: dal viaggio dei sudamericani alla sistemazione in abitazioni prese in affitto, fino alla produzione di attestazioni lavorative non veritiere. Gli indagati sono ventidue, tra cui il sindaco di Camastra, funzionari comunali, professionisti e cittadini brasiliani. Le accuse contestate sono falso, rivelazione di segreto d’ufficio, corruzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Secondo l’accusa, i richiedenti avrebbero pagato somme tra 3.500 e 5.000 euro per ottenere la cittadinanza e potersi muovere liberamente in Europa.
In alcuni casi sarebbero stati offerti anche altri vantaggi economici, come canoni di affitto o soggiorni in hotel. Le indagini, condotte dalla squadra mobile di Agrigento, si basano su intercettazioni, testimonianze e analisi di documenti e dispositivi sequestrati. Il gip aveva respinto le misure cautelari richieste, ma la Procura ha impugnato il provvedimento. La decisione del riesame di Palermo e’ attesa nelle prossime settimane. I difensori degli indagati potranno ora esaminare gli atti e predisporre le prime strategie processuali. (AGI)

