Pena ridotta in Appello per Giovanni Ferrera, il pensionato cattolicese di 69 anni riconosciuto colpevole dell’omicidio di Carmelo Contarini, muratore di 51 anni ucciso a Cattolica Eraclea il 27 dicembre 2022. La Corte d’assise d’Appello di Palermo, presieduta dal presidente Sergio Gulotta con giudice a latere Pietro Pellegrino, ha rideterminato la pena in 9 anni e 5 mesi di reclusione, rispetto ai 14 anni e 2 mesi inflitti in primo grado dal Tribunale di Agrigento.
La riduzione della pena è stata disposta in seguito all’accoglimento del rito abbreviato condizionato, richiesto dalla difesa e non concesso in primo grado. I difensori, gli avvocati Guglielmo Gulotta e Valeria Martorana, avevano subordinato la richiesta agli atti delle indagini difensive e alla consulenza del generale Luciano Garofano, che comporta la riduzione di un terzo della pena. La Corte d’assise di Appello di Palermo, non accogliendo l’appello a suo tempo proposto dalle parti civili, ha condannato le stesse al pagamento delle spese processuali.
Secondo la ricostruzione, il delitto avvenne in via Agrigento, al culmine di una lite scoppiata per divergenze sui lavori edili eseguiti dalla vittima nell’abitazione della cugina dell’imputato. Ferrera avrebbe colpito Contarini con una coltellata al torace dopo un violento alterco. Subito dopo l’accaduto, consegnò spontaneamente l’arma ai carabinieri e si chiuse nel silenzio.
All’inizio del dibattimento Ferrera rischiava l’ergastolo: la Procura di Agrigento non aveva contestato la premeditazione, esclusa già in sede di Riesame, ma l’imputazione comprendeva il porto di arma senza giustificato motivo, i motivi abbietti e futili e l’omicidio volontario. Il pm Gaspare Bentivegna aveva chiesto una condanna a 22 anni e 6 mesi, ma la Corte d’Assise di Agrigento ha escluso l’aggravante dei futili motivi e riconosciuto le attenuanti generiche. Ferrera, attualmente ai domiciliari, come stabilito al processo di primo grado, dovrà risarcire i familiari della vittima, costituitisi parte civile con gli avvocati Giovanna Morello e Paolo Grillo.
