Anche gli ultimi due, dei cinque indagati comparsi oggi davanti al gip di Caltanissetta Santi Bologna, per l’interrogatorio preventivo nell’ambito dell’inchiesta sul Cefpas denominata “Corte dei miracoli”, si sono avvalsi della facolta’ di non rispondere. Gioacchino Pontillo, funzionario del Cefpas, assistito dagli avvocati Claudio Colli e Aristide Galliano, ha reso dichiarazioni spontanee e ha sostenuto di essere estraneo ai fatti contestati. Anche l’imprenditore Pietro Tirone, titolare della Sice srl, assistito dagli avvocati Giuseppe Dacqui’ e Nino Favazzo, ha reso dichiarazioni spontanee.
Secondo l’accusa avrebbe promesso posti di lavoro e incarichi a professionisti esterni. “Tirone – ha spiegato l’avvocato Dacqui’ – non ha mantenuto le promesse fatte, per altro con riserva mentale di non mantenerle, a Gallo Afflitto. Abbiamo fatto documentato che sin dall’inizio dell’aggiudicazione dell’appalto si sono registrate delle conflittualita’ pesanti tra il Cefpas e la Sice srl”. Il gip si e’ riservato di decidere nei prossimi giorni sull’applicazione delle misure cautelari chieste dai pm per otto dei dodici indagati. La procura ha chiesto il carcere per il deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto, per l’ex direttore del Cefpas Roberto Sanfilippo e per il funzionario Gioacchino Pontillo.
Chiesti invece i domiciliari per Giuseppe Capodieci, ex direttore generale dell’Asp di Agrigento, per l’imprenditore Pietro Tirone di Aragona, per la funzionaria del Cefpas Maria Luisa Zoda, per il medico in pensione Salvatore Enrico Giambelluca e per il funzionario regionale (anche lui in pensione) Vincenzo Raitano. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di corruzione e falso ideologico. L’indagine coordinata dalla procura di Caltanissetta e condotta dalla squadra mobile avrebbe consentito di svelare un presunto sistema clientelare che ruotava attorno ad assunzioni, incarichi e appalti, in cambio di favori di natura personale. (AGI)

