
L’agguato avvenne lungo il fiume Platani, in territorio di Cianciana. Le vittime – che si trovavano su un trattore quando il commando di fuoco giunto da Corleone entrò in azione – furono Liborio Terrasi, 47 anni, e Domenico Francavilla, 32 anni, di Cattolica Eraclea, Mariano Virone 47 anni, di Raffadali e il giovane cattolicese Vincenzo Mulé. Obiettivo predestinato dei killer arrivati da Corleone su ordine di Riina – Salvatore Madonia e Giovanni Brusca, come rivelò poi lo stesso pentito – era l’allora boss di Cattolica Eraclea Liborio Terrasi, entrato in conflitto con il capo mafia di Ribera Carmelo Colletti (poi anche lui ucciso). Insieme a Terrasi furono uccise le persone che erano con lui, riconosciute poi vittime innocenti della mafia. Una carneficina definita all’epoca dai giornali la “strage del Platani”. “E’ motivo di orgoglio per noi cattolicesi – ha detto il vice sindaco di Cattolica Eraclea Gaetano Veneziano Broccia – il fatto che dei ragazzi di Raffadali abbiano intitolato il presidio di Libera a un nostro concittadino ucciso barbaramente dalla mafia a soli 15 anni mentre andava a lavorare per aiutare la sua famiglia. Così la storia di Vincenzo Mulè non finisce nel dimenticatoio”. “Per noi familiari – ha detto il fratello Pasquale Mulè – questo è un importante riconoscimento che ci riempie di emozione e che contribuirà a tenere vivo il ricordo di Vincenzo, un giovane innocente ucciso senza pietà dalla mafia”.

