“Questa è una terra strana, tutti sono bravi a consigliare agli altri cosa fare. Visto che il presidente di Confindustria è così liberale e democratico, perché, visto che è scaduto da mesi e non può essere rieletto, non pensa ad avere la stessa trasparenza a casa sua, anzi degli imprenditori, e indice le elezioni”.
Così l’imprenditore agrigentino Salvatore Moncada, “re” della green economy siciliana, torna a criticare senza peli sulla lingua il vertice di Confindustria agrigentina dopo aver rassegnato polemicamente, nel febbraio scorso, le dimissioni dal direttivo di Confindustria Sicilia. Non le manda a dire Moncada e torna a esprimere giudizi negativi sulla confederazione provinciale degli industriali commentando su Facebook uno degli ultimi interventi del presidente Giuseppe Catanzaro su legalità, etica e politica nell’Agrigentino.
Potrebbe arrivare presto la replica di Catanzaro e potrebbe ripetersi così lo “scontro” che ha visto protagonisti lo scorso febbraio due tra i più importanti imprenditori agrigentini.
“Spero che nessuno pensi di potere utilizzare l’azione antimafia in modo strumentale – aveva tra l’altro scritto Moncada al presidente di Confindustria Sicilia rassegnando le sue dimissioni dalla Giunta – per poter decidere chi in questa regione può o non può fare impresa.
Sono pronto a rischiare di perdere tutto quello che ho costruito a prezzo di gravi sacrifici pur di non scendere a compromessi, non l’ho fatto con i mafiosi, non lo farò con qualche colletto bianco”.
“Come presidente di Confindustria Agrigento – aveva replicato Catanzaro, sostenuto e difeso poi anche da Ivan Lo Bello – considero censurabile nel merito e nel metodo la lettera inviata da Moncada. Moncada con la sua lettera, inviata a tutti i componenti della Giunta – aveva affermato Catanzaro – fa valutazioni estranee alle questioni confindustriali e formula giudizi su cose e persone che non condivido assolutamente”.

