La classica truffa perpetrata ai danni d una casalinga da tre individui, due italiani e uno straniero.
Quest’ultimo, proponendosi come interprete, spiegava alla signora che lo straniero stava cercando una gioielleria per vendere cinque diamanti, ma senza essere visto da altre persone. Il presunto interprete, a quel punto, rendendosi protagonista della discussione (e mentre la signora assisteva al dialogo tra i due), si offriva di accompagnare lì sul posto un gioielliere di sua conoscenza per far stimare le pietre. La signora, dunque, restava in compagnia dello straniero in attesa che il presunto interprete tornasse sul posto con il gioielliere.
Dopo circa mezz’ora l’interprete raggiungeva la signora e lo straniero, presentandosi in compagnia del falso professionista (il presunto gioielliere), il quale stimava i diamanti in 14.000 euro. Lo straniero, allora, dichiarava di accontentarsi di soli 7.000 euro, dicendo di aver fretta di concludere. Però, il gioielliere dichiarava di non potersi procurare la somma prima di due ore. Il mediatore, a quel punto, proponeva di anticipare lui e la signora la somma necessaria a fronte di un compenso da parte del gioielliere, che egli offriva per 1200 euro a testa. La somma, dunque, veniva divisa in due tranche dell’importo di 3.500 euro che avrebbero versato la signora e l’interprete. La signora, a quel punto, si recava in banca, prelevava la somma in contanti, tornava sul posto e la versava allo straniero, che le consegnava il sacchetto contenente i falsi diamanti.
Subito dopo lo straniero chiedeva alla signora di fare per lui una fotocopia di un tesserino di cui era in possesso. La casalinga (sicura di non correre rischi allontanandosi, poiché custodiva personalmente il sacchetto dei presunti diamanti che avrebbe dovuto dividere successivamente con l’interprete), si recava presso un centro copie ma al ritorno non trovava più nessuno. Resasi conto della truffa subita, dopo aver fatto esaminare le pietre da un vero gioielliere, presentava denuncia presso il nostro comando.

