La “difesa dei confini” c’è, lo “sblocco dei cantieri” no. Nella pagella del governo firmata da Matteo Salvini è chiaro chi “lavora” e chi “polemizza”, chi è “concreto” e chi no. “Io rispondo col lavoro, con i fatti. Questa gente cerca fascisti, comunisti, nazisti, marziani, venusiani… ma i ministri sono pagati per lavorare”, dice il vicepremier della Lega. La “gente” di cui parla sono i ministri M5s e Luigi Di Maio, che lo ha attaccato sull’alleanza con l’estrema destra tedesca. Ma il capo del M5s ribatte caustico: “Afd nega la Shoah, è preoccupante. E da che pulpito viene la predica” di Salvini sui ministri, è “un po’ nervoso…”. E ancora da fonti M5s si sottolinea: “Se contassimo le ore che lui passa in giro a dichiarare a farsi selfie – fanno trapelare più tardi fonti M5s – piuttosto che al ministero ci verrebbe da sorridere…”. Parole che, si apprende ancora, sono state accolte con ironia da diversi esponenti di alto profilo del Movimento.
Si innesta in una fase assai delicata per il governo, soprattutto sul piano della politica economica, la battaglia da campagna elettorale tra M5s e Lega. Dal presidente della Repubblica arriva un invito alla prudenza nelle scelte: “In una fase di rallentamento con rischi particolari per il nostro sistema, le istituzioni dovrebbero assicurare fiducia e stabilità per investimenti e crescita sostenibile”, afferma Sergio Mattarella. Lo fa a pochi giorni dal varo, martedì, di un Def che certificherà la frenata economica. Il governo farà i conti con una realtà che in autunno potrebbe portare a una manovra lacrime e sangue. C’è, certo, la convinzione del premier Giuseppe Conte che nel secondo semestre il Pil migliorerà (anche per effetto, dicono fonti M5s, della spinta del reddito di cittadinanza ai consumi). Ma nella maggioranza gialloverde c’è chi già ipotizza un aumento selettivo dell’Iva come il male minore. Intanto sul ring della politica, intanto, sono ancora botte da orbi. (ANSA)

