Il presidente della Provincia Eugenio D’Orsi, fa spallucce: “Con le somme a disposizione non possiamo fare di più per cui non é possibile ampliare l’arco di tempo in cui dovrà eseguirsi la pulizia degli arenili – spiega in un’intervista al quotidiano La Sicilia -. D’altra parte – aggiunge – prima del 28 giugno gli studenti sono ancora impegnati con le scuole, parecchi con gli esami di stato, e quindi le spiagge non saranno ancora frequentate in modo massiccio”. E i turisti? E gli operatori turistici? E l’ambiente? E il “turismo come volano per lo sviluppo”?
Intanto sulle spiagge agrigentine spazzatura di ogni genere e materiale depositato dalle onde rendono le prime tintarelle un’esperienza sicuramente poco gradevole per i turisti che cominciano ad arrivare. Naturalmente gli operatori turistici di ogni posto cercano di mantenere, per quanto nelle loro possibilità, la pulizia nelle zone adiacenti ai loro locali, ma certamente non basta.
Si parla di fare del Turismo una disciplina da istituire come corso di laurea del nuovo Polo Universitario di Agrigento, mentre si ritiene normale avviare la pulizia della spiagge agrigentine – alcune delle quali certamente tra le più belle del mondo – al 28 giugno. Siamo ben lontani dalle innovative politiche di sviluppo del territorio attraverso il turismo che tanto si decantano.
“Dovremo utilizzare i fondi a nostra disposizione in maniera razionale – ha detto Macedonio – ma soprattutto abbiamo bisogno della collaborazione dei cittadini, affinché non vanifichino il lavoro svolto dagli operatori dell’Ato. Ad ogni modo – ha spiegato l’assessore – la polizia provinciale sarà impegnata per il controllo del territorio”.
