15 Giugno 2024
Agrigento e Provincia

AMBIENTE. Inquinamento atmosferico a Monserrato: “Una storia infinita, servono provvedimenti”

“Nonostante le centraline di monitoraggio della qualità dell’aria a Monserrato, ma non solo, avessero evidenziato come nel 2008 si fosse superata più volte la soglia massima prevista dalla legge per la quantità di articolato atmosferico presente nell’aria, il famigerato PM10, nonostante il nostro esposto presentato nel mese di ottobre 2008, nonostante le continue lamentele e segnalazioni da parte degli abitanti della popolosa frazione agrigentina, il quartiere continua ad essere invaso da miasmi la cui origine e pericolosità restano sconosciuti”.

E’ quanto sostiene il presidente dell’associazione ambientalista agrigentina “Free” Gian Joseph Morici.

“Anche ieri sera – dice Morici – alcuni abitanti di Monserrato hanno segnalato come l’aria del quartiere fosse irrespirabile.  Segnalazioni fatte anche alle autorità competenti, le quali, forse per mancanza di mezzi, non riescono comunque a venire a capo del problema.  Le centraline di monitoraggio atmosferico, eccetto l’unità mobile, non sono più in funzione dal giugno dello scorso anno, fatto questo che, a prescindere da eventuali responsabilità di carattere penale, denota l’irresponsabilità di chi avrebbe per legge il compito di far funzionare uno strumento indispensabile per la salvaguardia della salute dei cittadini.  L’area industriale di Porto Empedocle, le cui emissioni interessano il quartiere di Monserrato, così come riportato dalle relazioni dei monitoraggi precedenti, rientra tra le aree individuate come “zone di risanamento ambientale”.  Mentre l’Unione Europea applica nuove sanzioni nei confronti della Repubblica Italiana proprio per la mancata applicazione delle leggi sull’inquinamento atmosferico e individuando tra i nove siti più inquinati della Sicilia proprio quest’area dell’agrigentino, nessuno degli enti, o delle autorità preposte, sembra voglia mettere la parola fine a una vicenda divenuta ormai grottesca e che minaccia seriamente la salute dei cittadini.  In attesa che qualcuno si decida a darsi una smossa, effettuando le doverose verifiche, individuando l’origine dei miasmi, accertandone qualità e pericolosità e facendo rispettare le norme che disciplinano la materia, altro non ci resta da fare che invitare i cittadini a rivolgere le loro suppliche a San Calò, la cui festa si svolgerà proprio in questi giorni, e restare in attesa del miracolo da parte del Santo nero… “.