“L’aumento di chiamate al Telefono Aiuto purtroppo indica che il problema esiste ma nello stesso tempo – dice Antonella Gallo Carrabba – significa che da parte delle donne che subiscono violenza fisica o psicologica c’è una presa di coscienza. Il cambiamento che abbiamo notato in questi anni – aggiunge – è che da parte delle donne c’è una maggiore consapevolezza di essere vittime di questo problema anche perché i media ne parlano più frequentemente. Di certo c’è che sono sempre di più le donne che si rivolgono a noi decise ad uscire da questa situazione o almeno a provarci. Quello che però non ci conforta – sottolinea – è la mancata certezza della pena che spaventa moltissimo le donne che prendono in mano la loro vita, denunciano il loro compagno, ma poi dopo due mesi se li ritrovano liberi e questo spaventa moltissimo. Infatti, molto spesso, tante denunce non vengono portate avanti, le donne preferiscono mantenere i contatti con noi per avere un punto di riferimento ma continuano a stare con i loro compagni, con i loro mariti, cercando di rimodulare i rapporti, però non denunciano. Il fenomeno – prosegue la responsabile del centro antiviolenza – coinvolge tutte le categorie sociali senza distinzioni. E’ importante sottolineare l’alta percentuale di giovani donne che si rivolgono a noi, di fascia sociale medio-alta, professioniste, spesso e volentieri sono donne sicure, in carriera, ma nel rapporto con il partner si trovano in una condizione di subalternità. Una costante dei problemi di coppia è legata ai nuovi modi di comunicare tramite i social network che interferiscono nelle relazioni interpersonali, ma questo è un capitolo che meriterebbe un approfondimento a parte”.
