21 Maggio 2024
Agrigento e ProvinciaCronaca

Faida sull’asse Favara-Belgio, via ai nuovi accertamenti tecnici

Il 5 aprile alle 12: sono stati nuovamente fissati, dopo un rinvio per lo sciopero degli avvocati penalisti, gli accertamenti tecnici disposti nell’ambito dell’inchiesta per l’omicidio dell’empedoclino Carmelo Ciffa, operatore socialmente utile di 42 anni, freddato il 26 ottobre del 2016 davanti a un supermercato in corso Vittorio Veneto, a Favara, mentre potava alcune palme, e per l’agguato a Carmelo Nicotra, 35 anni, ferito a colpi di arma da fuoco la sera del 23 maggio nel suo garage di Favara. I fascicoli – come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola – sono stati unificati ed evidentemente la faida non si è conclusa perché nella lista degli indagati per l’agguato fallito a Nicotra, c’era pure Emanuele Ferraro, la quarta vittima della lunga scia di sangue che scorre sull’asse Belgio-Favara. A rafforzare la tesi degli inquirenti, secondo cui il movente sarebbe legato a un contrasto sui traffici di droga, di recente ci ha pensato anche il neo collaboratore di giustizia Giuseppe Quaranta che ha raccontato ai magistrati come, a Favara, per risolvere questi contrasti «ci si stava organizzando acquistando armi». Difficile non mettere in correlazione tutti gli elementi. I pm della procura antimafia Gery Ferrara, Claudio Camilleri e Alessia Sinatra nelle scorse settimane, avevano unificato i due precedenti fascicoli e, di fatto, l’indagine è adesso collegata anche con quella per l’omicidio Ferraro visto che l’inchiesta è stata subito assegnata alla Dda e la squadra mobile ha subito convocato una serie di persone vicine a Nicotra, alcune delle quali sono state sottoposte alla prova dello Stub, test scientifico che rileva la presenza di polvere da sparo nella mano nelle ore successive all’utilizzo di una pistola.