Open Arms, pm di Agrigento: indagine per omissione di atti d’ufficio

“Occorre verificare se la situazione emergenziale emersa nei giorni scorsi in seguito alla permanenza per diversi giorni della nave Open Arms a largo delle acque nazionali, e confermata dai medici in occasione dell’ispezione, sia il frutto del rifiuto posto in essere dalle autorita’ competenti ad emettere i provvedimenti necessari per ragioni di igiene e sanita’”. Lo scrive – spiegando di fatto le ragioni dell’indagine per rifiuto e omissione di atti d’ufficio, che e’ ancora a carico di ignoti, – il procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio. “La condotta attiva consiste nell’indebito rifiuto da parte del pubblico ufficiale o dell’incaricato di pubblico servizio di un atto, indifferibile e doveroso, motivato da ragioni, tra le altre, di igiene e sanita’ – spiega, nel provvedimento di sequestro preventivo, il capo dei Pm di Agrigento -. La volonta’ del pubblico ufficiale o dell’incaricato di pubblico servizio di non voler compiere l’atto dovuto deve essere manifestata – argomenta Patronaggio -, ma la manifestazione puo’ avvenire anche attraverso un comportamento meramente implicito”. Patronaggio ha evidenziato anche “la mancata assegnazione di un porto sicuro alla nave Open Arms, da parte delle autorita’ italiane, anche in seguito al provvedimento del Tar del Lazio che autorizzava l’ingresso dell’imbarcazione in acque territoriali”. Una situazione che ha determinato l’esasperazione dei migranti a bordo “culminata – sottolinea il procuratore Patronaggio – con il tentativo di numerosi migranti di gettarsi in mare per raggiungere le coste di Lampedusa, anche a costo di mettere in pericolo la propria incolumita’ e quella degli operatori”. (ANSA)