Visite senologiche a Burgio, Lilt: grazie al Comune sempre attento alla prevenzione in rosa

“Visite di prevenzione senologiche in collaborazione con il Comune di Burgio, comune sempre attento alla prevenzione in rosa. Un grazie all’Assessore Vincenza Turrisi e al Sindaco Francesco Matinella, il Vice Sindaco Mariantonia Verisario, l’Assessore Caterina Guddemi”. E’quanto si legge sulla pagina Facebook della Lilt (Lega Italiana per la lotta contro i tumori) sezione provinciale di Agrigento.

Tra le donne, il più frequente tumore è quello della mammella, rappresentando il 29% di tutte le neoplasie, seguito da quello del colon-retto (13%), polmone (8%), tiroide (6%) e corpo dell’utero (5%) – dati Airtum I numeri del cancro in Italia 2018. La prevenzione dei tumori nella donna prevede l’esecuzione di 3 screening ed è una delle priorità del Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018, viene spiegato sul sito del ministero della Salute.

Ci sono diversi tipi di tumore al seno, che possono svilupparsi in diverse parti del seno. Una prima importante distinzione può essere fatta tra forme non invasive e forme invasive. Le forme non invasive, dette anche carcinoma in situ, si sviluppano nei dotti e non si espandono al di fuori del seno. Difficilmente questa forma dà luogo a noduli palpabili al tatto, più spesso viene identificata attraverso la mammografia. La più comune forma di carcinoma in situ è il carcinoma duttale in situ. Il cancro al seno invasivo ha la capacità di espandersi al di fuori del seno. La forma più comune è il carcinoma duttale infiltrante, che rappresenta circa i 3/4 di tutti i casi di cancro della mammella. Il cancro al seno può diffondersi ad altri organi, in genere attraverso i linfonodi. Raramente dà dolore. Spesso il primo sintomo riconoscibile è un nodulo o un’area ispessita nel seno. Per fortuna la maggior parte dei noduli, circa il 90% non sono forme tumorali.

Grazie allo screening migliora la diagnosi e si riduce la mortalità. Il tumore della mammella è la neoplasia più frequente nelle donne rappresentando la prima causa di morte per tumore nelle donne, con 12.201 decessi (dati ISTAT). Negli ultimi decenni si registra un costante aumento di frequenza della diagnosi, accompagnata, però, da una riduzione della mortalità. Ciò è stato possibile anche grazie alla sempre più ampia diffusione della diagnosi precoce, che ha permesso di aumentare il numero di tumori identificati ai primi stadi di sviluppo della malattia, quando il trattamento ha maggiori probabilità di essere efficace e meno invasivo. Per quanto riguarda la prevenzione, nel biennio 2012-2013 si passa da circa 5.100.000 donne a circa 5.300.000  donne italiane invitate a effettuare una mammografia. Nel 2015 il numero di donne invitate continua ad aumentare di quasi un 14% rispetto all’anno precedente. I risultati ci dicono che nel 2012-13 sono stati identificati più di 13.000 carcinomi.

Cosa fare. La prevenzione è importantissima. Lo screening per la diagnosi precoce del tumore mammario si rivolge alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni e si esegue con una mammografia ogni 2 anni. In alcune Regioni si sta sperimentando lo screening tra i 45 e i 74 anni (con una periodicità annuale nelle donne sotto ai 50 anni) I programmi organizzati di screening prevedono che l’esame venga eseguito visualizzando la mammella sia dall’alto verso il basso che lateralmente.
Una maggiore accuratezza nella diagnosi si ottiene con la valutazione della mammografia effettuata separatamente da 2 medici radiologi. In caso di un sospetto, al primo esame seguono approfondimenti e, se necessario, il trattamento chirurgico. Negli ultimi anni proprio il rilievo di cancri circoscritti ha consentino di ricorrere alla chirurgia conservativa (quadrantectomia).  Più del 57% delle donne invitate accetta questa opportunità di salute (anche se in modo difforme tra le varie aree del Paese) .