Leonardo Sciascia, Martelli: ”Nessun conflitto con Falcone e Borsellino”

“In questo Paese uccide piu’ la sciatteria che la cattiveria”. Lo ha detto l’ex ministro della Giustizia Claudio Martelli alla presentazione del libro del giornalista Felice Cavallaro “Sciascia, l’eretico” edito da Solferino, che si e’ tenuta nella Sala Livatino del Consorzio universitario di Agrigento. Martelli, traendo spunto dal caso Tortora e dalle indagini sulla camorra di quegli anni, in cui si scopri’ che molti innocenti furono coinvolti solo per macroscopici errori investigativi di omonimia, ha aggiunto che “la sciatteria e il pressapochismo fanno piu’ danno di qualsiasi altra cosa. E’ per sciatteria che spesso si muore negli ospedali o crollano i ponti”. L’ex guardasigilli ribadisce, inoltre, che non vi fu alcun contrasto fra Leonardo Sciascia e il Consiglio superiore della magistratura: “Sciascia aveva ottimi motivi per criticarlo perche’ aveva cambiato le regole a secondo dei candidati. Scavallo’ una regola che si era appena dato per nominare Borsellino e la ripristino’ per Falcone. Questi criteri comportavano una perdita di credibilita’”. Martelli ha ribadito, come fatto nel 1991 a Racalmuto intervenendo a un convegno insieme a Falcone e Borsellino, che tra i magistrati e lo scrittore non ci fu un reale conflitto. “I magistrati protagonisti di quella disputa – dice Martelli – chiarirono immediatamente la loro fiducia nell’onesta’ intellettuale di Sciascia”. Felice Cavallaro ha aggiunto: “In quella circostanza fu ribadita la fiducia e la stima verso l’onesta’ intellettuale di Sciascia, semmai va detto che all’interno del Csm era in atto una guerra contro Falcone e Borsellino”.