Migranti, stop all’Irap, sostegno al turismo. Sono ancora molti e complessi i nodi da sciogliere prima di arrivare all’approvazione del Decreto rilancio. Dopo il vertice che si è concluso in nottata, il lavoro prosegue ancora oggi per cercare una mediazione sui punti più critici. Ma mentre la convocazione del pre-Consiglio continua a slittare (dalle 17 di ieri alle 14 di oggi, poi forse alle 18) è ormai sempre meno probabile che il Consiglio dei ministri possa essere convocato oggi. Uno dei punti di maggior attrito è quello della regolarizzazione dei migranti, fortemente voluta dalla ministra dell’Agricoltura di Italia viva, Teresa Bellanova. Nella notte sembrava che l’accordo fosse stato raggiunto, ma oggi il M5s si è messo di traverso.
“Sul tema dei lavoratori stagionali, rimaniamo fortemente contrari rispetto a qualunque intervento che si configuri come una regolarizzazione indiscriminata”, fanno sapere i pentastellati, che dicono assolutamente di ‘no’ “a qualunque ipotesi di sanatoria sui reati commessi”. Sul punto la mediazione appare al momento assai complicata. Altro scoglio da superare è quello dello stop al pagamento dell’Irap, chiesto dalla Confindustria e su cui ieri sera era arrivata l’apertura del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Stamani è stato però il suo viceministro Dem Antonio Misiani a tirare un po’ il freno: “C’è una riflessione in atto sul pagamento della rata Irap di giugno”. A insistere sul punto, all’interno della maggioranza, è soprattutto Italia viva. “Da giorni – spiega Luigi Marattin, vice capogruppo alla Camera – sosteniamo che un sostegno alle imprese chiaro, semplice e utile può venire dalla cancellazione dell’Irap per il 2020. Sia perché immediatamente applicabile, sia perché si tratta di imposta particolarmente distorsiva”. Anche sul turismo i renziani non sono soddisfatti.
“Il bonus – dice Maria Elena Boschi – è diventato un complicato meccanismo di credito di imposta che non garantisce risorse immediate alle imprese. Oltre ad essere limitato ad alcune famiglie e non per tutti. Considerato che le risorse sul turismo sono meno del previsto nel Dl, credo sia giusto cambiare il bonus vacanze per renderlo più semplice e immediato”. In questa situazione, gli sherpa dei partiti sono al lavoro con Giuseppe Conte impegnato nella mediazione. Il premier vuole chiudere la partita, consapevole del fatto che la situazione di emergenza richiede rapidità e anche del danno comunicativo dei continui rinvii di un decreto che era nato con il nome di ‘dl aprile’. Ma con il passare delle ore appare sempre più probabile che anche la giornata di oggi si chiuda senza un nulla di fatto. (askanews)

