Siculiana, Es Polizia: Cordoglio per migrante, sistema ingestibile

“Molti mesi di appelli inascoltati e i prevedibili risultati non si sono fatti attendere: oggi piangiamo la morte di un ragazzo eritreo, ma ci e’ mancato poco che dovessimo piangere anche per i poliziotti che ogni giorno sono costretti a ricorrere su una superstrada altri giovani migranti su cui i servitori dello Stato devono vigilare all’interno di strutture clamorosamente inadeguate. Con il preciso divieto verbale di intervenire preventivamente in sicurezza quando la situazione lo richiede, ma l’obbligo di farlo quando c’e’ la fuga, la sicurezza va a farsi benedire, come i fatti dimostrano”. Cosi’ Vincenzo Chianese, segretario generale di ES Polizia, in merito alla morte di un 20enne eritreo dopo la fuga dal centro di accoglienza di Siculiana, che prosegue: “Cosa deve capitare ancora prima che si decida di adeguare le strutture come Siculiana e Monastir, solo per fare due esempi alle esigenze di sicurezza determinate dall’innegabile impennata degli arrivi nel nostro Paese proprio durante questa insidiosa pandemia? A repentaglio c’e’ prima di tutto la salute dei migranti non contagiati, che sono costretti alla promiscuita’ con gli ospiti dei centri contagiati, ma anche quella di poliziotti, carabinieri e finanzieri e delle relative famiglie. Le rivolte sono ormai quotidiane e vanno fronteggiate senza intervenire e in assenza di protocolli e protezioni adeguati. Esprimiamo profondo cordoglio per la morte di un giovan profugo cui lo Stato italiano non ha saputo offrire ne’ accoglienza dignitosa, ne’ sicurezza insieme alla piu’ sentita solidarieta’ per i poliziotti che hanno subito ferite anche serie nell’inutile tentativo di governare un caos in realta’ ingestibile nelle odierne strutture e con le regole attuali – conclude Chianese. Cio’ e’ indegno di un Paese come il nostro che rischia nelle prossime settimane di entrare in un ‘autunno caldo’ per la drammatica sovrapposizione del coronavirus con problematiche economiche e sociali che trovano un catalizzatore molto pericoloso nella ripresa, non gestita, del fenomeni migratorio”. (Dire)

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