Migranti: neonato sepolto a Lampedusa. Sindaco: ”Dolore e rabbia”

Anche Lampedusa piange le vittime delle ultime tragedie nel Mediterraneo. Sull’isola sono arrivate le due donne soccorse in mare, una incinta e l’altra che piangeva il proprio bambino annegato. “Tutto cio’ provoca rabbia, dolore e una profonda tristezza”, dice il sindaco Toto’ Martello. A bordo del gommone affondato mercoledi’ c’erano circa cento persone: nonostante i soccorsi effettuati da Open Arms, sei di loro sono morte, fra queste anche un bambino di pochi mesi la cui salma e’ stata portata a Lampedusa per essere sepolta. “Di fronte a eventi terribili come questo – aggiunge Martello – l’opinione pubblica si commuove e si indigna, ma a questa reazione non segue un passo conseguente della Comunita’ europea sulla necessita’ di garantire la sicurezza nel Mediterraneo e si continua a scaricare sui territori di confine il peso maggiore della prima accoglienza”. Alla vigilia della definizione del nuovo Patto Ue sulle migrazioni e sul diritto d’asilo, il primo cittadino di Lampedusa chiede alle istituzioni comunitarie di valutare “con la dovuta attenzione il Global Compact for Migration, il documento delle Nazioni Unite che indica i principi per una migrazione ‘ordinata, regolare e sicura’. Solo con flussi migratori regolati attraverso il coinvolgimento di tutti gli Stati membri si potranno evitare altre vittime innocenti”. (AGI)