Sicilia: due nuovi assessori in giunta, polemica assenza donne

Non e’ un rimpasto, e nemmeno un rimpastino, tuttavia la nomina di due nuovi assessori in Sicilia (manca solo l’ufficialita’) sta sollevando un polverone. Motivo? L’assenza di donne. L’unica che era in carica, Bernardette Grasso, ha lasciato il governo Musumeci, rispettando l’ordine di scuderia di Forza Italia, che dopo mesi di richieste al governatore, ha incassato il cambio voluto dal leader Gianfranco Micciche’. Al posto di Grasso arriva Marco Zambuto, agrigentino, in passato presidente dell’Assemblea del Pd siciliano, salvo poi rientrare tra le file azzurre con cui ha fallito, qualche mese fa, la corsa a sindaco di Agrigento. L’altra delega, quella dell’Agricoltura, passa da Edy Bandiera a Toni Scilla, il politico trapanese che ha seguito per conto del partito il sequestro in Libia e poi il rilascio dei pescatori di Mazara del Vallo. Sulla giunta Musumeci tutta al maschile si sono scatenati i commenti polemici delle opposizioni. “Era dai tempi del governo Fanfani che non accadeva una cosa del genere in Italia, solo il Molise non ha donne in giunta, ma ci sono comunque molte consigliere”, attacca Claudio Fava, presidente dell’Antimafia siciliana. Gli strali contro il governo arrivano anche dalla Cgil, da Articolo Uno e dal M5s. Proprio nei 5stelle, pero’, e’ esploso un altro caso. A sollevarlo la deputata regionale Jose Marano che ha parlato di “maschi alfa” nel gruppo parlamentare dell’Ars che hanno stravolto gli accordi nominando come nuovo capogruppo un uomo (Giovanni Di Caro, ieri la nomina), invece di una donna come nei patti. “Mi assumo io la responsabilita’ della scelta perche’ il cambio riguarda gli assessori di Forza Italia, ma non si puo’ dire che siamo contro le donne, proprio noi che abbiamo varato all’Ars la legge sulla parita’ di generale”, dice Micciche’, che ha nominato l’ex assessora Grasso segretaria degli azzurri a Messina. (ANSA)